La comunità celebra la Madonna del Rosario, attesa per la messa e la processione

La festa, esclusivamente religiosa, avrà il momento forte domenica alle 10 con la messa solenne a cui seguirà la processione con la statua della Madonna

In ottobre, mese dedicato alla Vergine Santa, alcune parrocchie del sarsinate festeggiano la Madonna, prima fra tutte la comunità di Turrito che ricorda appunto la Madonna del Rosario. Sabato ci sarà la messa prefestiva alle 17. La festa, esclusivamente religiosa, avrà il momento forte domenica alle 10 con la messa solenne a cui seguirà la processione con la statua della Madonna per le vie del paese. 

"Turrito, il cui toponimo significa luogo fortificato, ha origini anteriori al mille, sebbene il primo documento che lo menzioni è datato 1182 - ricorda don Daniele Bosi -.  Tale scritto di Papa Lucio III è una lettera al Vescovo di Sarsina in cui sono elencati i beni della chiesa sarsinate fra cui compare Turrito e il suo castello. Di tale struttura rimangono poche pietre sul monte di Turrito, fino a qualche decennio fa era visibile una piccola torretta sulla vetta del quale restano poche pietre. A fianco del castello si trovava la chiesa, che ha svolto la funzione di parrocchiale fino al 1929, quando un terribile terremoto danneggiò la struttura a tal punto che si decise di abbandonarla. Nel volume “Un fotografo nel Medioevo” è visibile la chiesa e la canonica, al fianco della torretta nel 1927, due anni prima della distruzione. Il parroco don Getulio Merciari fece una scelta molto sapiente, quella di ricostruire la chiesa non più sul monte ma in basso, lungo la strada statale, dove poi si è sviluppata la nuova urbanizzazione. Tale edifico, ampio e armonico, venne inaugurato dal piacentino Mons. Pallaroni il 26 settembre 1937. Uno spazio comodo liturgicamente e molto luminoso".

Continua don Daniele: "Nel 1939 vennero fuse le tre campane dalla ditta Bastanzetti di Arezzo, colando le due piccole precedenti campane e aggiungendo nuovo bronzo. Nel 1957 il parroco, don Silvio Farneti, acquista una nuova statua della Madonna del Rosario e, per l’avvenimento, scrive un piccolo poema che pubblicherà poi in uno dei suoi volumi di poesie e scritti. Il parroco attuale don Ezio Ostolani nei suoi 45 anni di ministero si è adoperato per un rinnovamento generale della struttura, iniziando con la ristrutturazione della canonica e la creazione del bar Circolo Acli, nel 1999 venne rifatto totalmente il tetto alla chiesa, le tinteggiature interne ed esterne, l’impianto elettrico, nel 2004 l’elettrificazione delle campane. Nel 2006 il nuovo pavimento artistico. Turrito è forse l’unica comunità della zona che non ha subìto lo spopolamento. Anzi, per la comodità del luogo, vi ha trovato abitazione diversa gente “scesa” dalle montagne sovrastanti tipo Montalto e Careste. Il territorio parrocchiale è stato prima ridotto, cedendo la zona della “Casetta” e della Vossloh alla parrocchia di Sarsina, poi ampliato ricevendo, nel 2006, la zona di Valbiano Vigne e Cà di Camilla".

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"Ora gli abitanti sono 350 - conclude il sacerdote -.  Interessante la cronologia dei parroci di Turrito dell’ultimo secolo: dal 1902 al 1942: don Getulio Merciari (si occuperà della costruzione della chiesa nuova; all’ingresso della canonica ci sono ancora le sue iniziali in lettere in ferro sulla lunetta: D G M); dal 1942 al 1943: provvisorio don Mino Bernabini (mentre il parroco don Giuseppe Baraghini era cappellano militare); dal 1942 al 1948: don Giuseppe Baraghini (era prima a Balze, andrà poi parroco a Sarsina nel 1948); dal 1948 al 1951: don Olinto Giannini (già anziano, era fino al 1948 a Rullato e poi andò in pensione a Sarsina); dal 1951 al 1954: don Antonio Buffadini (si occupava della costruzione della chiesa di Quarto dove andò ad abitare appena fu pronta nel 1954); dal 1954 al 31 dicembre 1964: Don Silvio Farneti (era prima a Musella, poi andò in pensionamento a Sarsina per anzianità e malattia, aveva diversi disturbi legati a traumi subiti durante la guerra). Fu l’ultimo parroco ad abitare a Turrito; dal 1965 al 1974: don Dino Orsini (abitava a Sarsina); dal 1974 al presente don Ezio Ostolani (abita a Sarsina)".

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