Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

L'ente inglese decide il licenziamento di due addetti al giardinaggio, sciopero nei 10 cimiteri di guerra romagnoli

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: "Dietrofront sugli esuberi altrimenti avanti con la mobilitazione e le azioni legali contro la decisione illegittima"

Grande adesione allo sciopero proclamato su tutto il territorio nazionale dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs contro la decisione dell’ente inglese Commonwealth War Graves Commission di licenziare 2 dipendenti addetti ai servizi di giardinaggio presso il cimitero di guerra di Assisi. Oltre il 90% dei lavoratori dipendenti, circa 60 operai in tutta Italia, ha aderito alla mobilitazione; una piccola delegazione ha anche manifestato davanti al cimitero di guerra di Assisi.

La Cwgc è un ente britannico nato dopo la fine della prima guerra mondiale per garantire in tutto il mondo la manutenzione dei cimiteri di guerra e ha alla base i principi etici quali rispetto, impegno, ambizione e trasparenza. In Romagna hanno aderito il 100% dei lavoratori dei 10 cimiteri di guerra esistenti sul territorio romagnolo che fa parte della Commonwealth War Graves Commission 3 in provincia di Rimini (Coriano, Rimini, Riccione), 4 in provincia di Forlì-Cesena (Cesena, Forlì, Meldola) e 3 a Ravenna (Bagnacavallo, Faenza, Ravenna).

Le organizzazioni sindacali stigmatizzano i licenziamenti motivati dalla decisione di voler appaltare la gestione del servizio. «Al di là del merito della questione, per la quale ricordiamo è illegittimo l’appalto dell’attività principale - dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs - il tutto è avvenuto incredibilmente dopo aver sottoscritto il rinnovo del Contratto nazionale a fine ottobre dello scorso anno». «Il nostro auspicio – concludono le tre sigle – è che la grande adesione solidaristica dei lavoratori possa far cambiare idea alla Commissione e porti al ripristino del rapporto di lavoro dei due dipendenti licenziati, che hanno alle spalle due famiglie con 6 figli minori. Se ciò non dovesse accadere avvieremo azioni legali e proseguirà lo stato di agitazione con altre iniziative di protesta e ogni iniziativa volta ad ottenere il rispetto della dignità dei lavoratori».

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