L'Ausl di Cesena promossa a pieni voti dall'Osservatorio Nazionale Screening

Nuovo importante riconoscimento nazionale per l’Ausl di Cesena. Dopo l’inserimento di sei progetti dell’azienda sanitaria cesenate nel Libro Bianco della Buona Sanità da parte dell’Osservatorio Nazionale della Fiaso

Nuovo importante riconoscimento nazionale per l’Ausl di Cesena. Dopo l’inserimento di sei progetti dell’azienda sanitaria cesenate nel Libro Bianco della Buona Sanità da parte dell’Osservatorio Nazionale della Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere), arriva la promozione a pieni voti per il Programma di screening della cervice uterina da parte dell’Osservatorio Nazionale Screening.

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Il servizio dell’azienda sanitaria cesenate, attivo dal 1996, è stato esaminato nell’ambito del “Progetto per la realizzazione di un sistema di site visit per l’assicurazione di qualità dei programmi di screening italiani” mirato a valutarne l’organizzazione, la performance e le eventuali criticità. Dal rapporto consegnato all’Ausl di Cesena emerge una valutazione fortemente positiva del programma sotto esame, capace di raggiungere elevati livelli di adesione e fiducia, garantire un efficace monitoraggio delle pazienti tramite una collaborazione costante tra i professionisti e fare scuola in Italia in tema di tutela della popolazione più debole.

 “Il Programma è stato in grado di coprire l’intera popolazione bersaglio negli anni e l’adesione è superiore al 60%” si legge nel rapporto dell’Osservatorio Nazionale Screening, che sottolinea come “l’impressionante adesione” ad alcuni esami di controllo previsti dal programma sia “indice di alta fidelizzazione delle donne e di un grande capitale di fiducia della popolazione nel Servizio Sanitario Regionale”. “I risultati eccellenti di estensione e adesione si inseriscono in un quadro regionale che garantisce tutti i mezzi di comunicazione – prosegue il rapporto di valutazione – ma anche in un contesto locale di attenzione particolare alle tematiche della corretta comunicazione alle pazienti e in particolare alla partecipazione delle fasce deboli della popolazione. In questo campo sono state pioneristiche per l’Italia le esperienze di uso dei mediatori culturali per aumentare l’adesione delle donne immigrate portate avanti dall’Ausl di Cesena. Queste modalità sono diventate una consolidata routine nel programma di Cesena, contrariamente a molte altre sperimentazioni fatte altrove in questo campo”.

 Per ridurre le diseguaglianze d’accesso tra donne italiane e straniere, in parte causate da difficoltà di comprensione della lingua o scarsa conoscenza del programma di screening, da anni il Centro Screening Oncologici dell’Azienda Usl di Cesena realizza incontri con donne nei corsi di alfabetizzazione e in altri luoghi di aggregazione e attiva Educatori alla Salute di Comunità (ESC), cioè donne straniere adeguatamente formate che agiscono nelle comunità di immigrati per far conoscere lo screening e favorire l’accesso. Con il sostegno dell’Associazione Romagnola Ricerca Tumori (ARRT), dal 2009 ha attivato anche la chiamata telefonica attiva da parte di mediatori linguistici per le donne straniere non aderenti. Grazie a queste misure, nel biennio 2009-10 l’adesione allo screening nelle donne straniere provenienti da paesi a forte pressione migratoria è passata in due soli anni dal 32% al 49%.

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