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Cronaca

L'assessore Moretti: "Bufalini, una struttura di 55 anni con numerosi problemi"

"Per stabilire se realizzare un nuovo ospedale a Cesena, occorre analizzare anche le criticità del sito attuale, e della struttura esistente, valutando le potenzialità e i limiti"

“Per stabilire se realizzare un nuovo ospedale a Cesena, occorre analizzare anche le criticità del sito attuale, e della struttura esistente, valutando le potenzialità e i limiti, sia per un eventuale adeguamento, sia per lo sviluppo dei servizi sanitari futuri”: è l'assessore all'Urbanistica Orazio Moretti a fornire i dati relativi alla struttura edile dell'attuale Bufalini, che era l'argomento della riunione di martedì sera del comitato cittadino formato per discutere del nuovo ospedale.
 
L’incontro è servito per conoscere meglio le caratteristiche dell’attuale Bufalini, dal punto di vista urbanistico - edilizio, ma anche dal punto di vista strutturale, ed infine dal punto di vista tecnologico. L’Ospedale “M. Bufalini”, costruito sul colle Spaziale, fu inaugurato nel 1962, ovvero quasi 55 anni fa.
 
E’ collocato su una grande area di oltre 14 ettari, ed ha una consistenza di circa 75.000 mq. di superficie edificata, oltre a quella dedicata ai circa 1.000 parcheggi, che coprono una superficie di oltre 22.000 mq. Nel monoblocco originale, e nei successivi ampliamenti si concentrano circa 60.000 mq., mentre i restanti 15.000 mq. circa, sono collocati fra la Piastra e le Palazzine.
 
Per Moretti “pur tenuto conto di alcune importanti opere di adeguamento, ed ampliamento, che si sono succedute negli anni, il Bufalini presenta alcune evidenti criticità logistiche e strutturali:
la collocazione su una “altura” non consente un facile superamento delle barriere architettoniche naturali, e l'organizzazione di adeguati servizi di mobilità; la frammentazione degli accesi e dei percorsi, dovuta agli adeguamenti strutturali, rendono difficili i compiti degli operatori, e la fruizione dei servizi per gli utenti; l’impossibilità di ulteriori ampliamenti, degli spazi dedicati ai servizi sanitari, pone un evidente limite allo sviluppo del presidio ospedaliero; la sostanziale impossibilità di un adeguamento sismico - strutturale, in particolare nel corpo originario, ad ogni intervento di manutenzione, paradossalmente ne accentua le criticità; la carenza di aree limitrofe disponibili, non consente di rispondere al meglio ai bisogni dei cittadini, in termini di mobilità pubblica, e di sosta privata; la distanza dalle principali reti di connessione stradale, rendono difficile la percorrenza, e la raggiungibilità, in particolare dalle zone limitrofe, facendo mantenere alla struttura una caratterizzazione cittadina”.
 
Ed infine: “Vorrei peraltro sottolineare, che contrariamente a quanto spesso accade, o si pensa, le criticità rappresentate dalla collocazione del Bufalini, non sono dovute ad un carico  urbanistico che negli anni si è sviluppato attorno ad esso. Infatti, le zone circostanti, erano sono state edificate negli anni 50 – 60, e l’unico insediamento di rilievo successivo, è stato quello del PEEP di Case Finali, che vista la distanza, non pare aver influito in modo significativo sul tessuto urbano dell’area. 

Anzi, al contrario, i più recenti interventi, come la realizzazione della secante e della gronda – bretella, hanno semmai un po’ migliorato l’accessibilità, quantomeno dalle zone periferiche della città verso l’Ospedale”.
 

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