L'appello di Legambiente: "Fermiamo l’abbandono di mascherine e guanti per strada"

"Si stima che in questa fase il fabbisogno sia di 1 miliardo di mascherine, mezzo miliardo di guanti al mese. Riteniamo sia importante richiamare il senso civico e la responsabilità dei cittadini"

"A causa di questa emergenza sanitaria dovuta al Covid19 ci arrivano segnalazioni di abbandoni per strada e nelle vicinanza di molti supermercati di guanti e mascherine monouso, purtroppo di queste dobbiamo registrare un maggiore utilizzo proprio ora nella fase 2 grazie alla riaperture di piccole e medie aziende, il Politecnico di Torino ha stimato che proprio in questa fase il fabbisogno sia di 1 miliardo di mascherine, mezzo miliardo di guanti al mese. Riteniamo sia importante richiamare il senso civico e la responsabilità dei cittadini ma è importante e fondamentale far partire una campagna di informazione e sensibilizzazione su come smaltire questi presidi anti infezione seguendo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità". L'appello arriva da Legambiente Forlì-Cesena, sul problema, già più volte sollevato, del corretto smaltimento di guanti e mascherine tra i rifiuti indifferenziati.

"I numeri della ricerca del Politecnico di Torino - prosegue Legambiente - sono enormi tanto quanto sarà l’impatto disastroso sull’ambiente se non si prederanno contromisure. In questo periodo di lockdown abbiamo visto un grosso impegno delle forze dell’ordine per il controllo ed il rispetto delle regole sugli spostamenti, ci auguriamo che lo stesso impegno possa essere rivolto nel controllo ed eventuale sanzionamento di quei cittadini poco rispettosi dell’ambiente. Come Circolo Legambiente Forlì Cesena chiediamo alle amministrazioni locali del nostro territorio di dare disposizioni alle attività commerciali come i supermercati perché vengano installati bidoni di raccolta dei rifiuti ma con coperchio in modo che anche a causa del vento questi oggetti non vadano in dispersione, ricordiamo che i rifiuti in mare provengono anche dai tombini e dai corsi d’acqua dove vengono spinti a causa del vento e delle piogge. Nelle prossime settimane, quando riprenderemo le nostre campagne di sensibilizzazione ambientale, vorremmo non trovarci a dover liberare piazze, strade, giardini e spiagge dai tanti guanti e mascherine oltre ai soliti rifiuti di plastica".

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"Il Mare e gli oceani producono il 50% dell’ossigeno che respiriamo, un ecostistema abitato da centinaia di specie, minacciato da cambiamenti climatici, inquinamento e rifiuti. Non esistono rifiuti marini ma solo rifiuti dell’uomo dispersi in mare e sulle coste. Ogni anno negli oceani e nei mari del mondo finiscono 8 milioni di tonnellate di rifiuti: un camion al minuto. I rifiuti in mare col tempo si frammentano in micro particelle pericolose e impossibili da rimuovere. Il mediterraneo è tra gli hotspot mondiali di biodiversità ma anche la sesta area del mondo per accumulo di plastica, su 62 spiagge setacciate l’84% dei rifiuti trovati e monitorati è di plastica. 7 su 10 sono imballaggi usa e getta. Il 10% dei rifiuti trovati nelle spiagge italiane proviene dagli scarichi dei nostri bagni. Tartarughe, mammiferi e uccelli marini possono scambiare questi rifiuti per cibo o restare intrappolati nelle reti, l’88% delle ingestioni e degli intrappolamenti degli animali in mare è causato da rifiuti di plastica. I rifiuti in mare non sono solo un problema ambientale, questi infatti costano all’UE 477milioni di euro all'anno in mancati ricavi da pesca e turismo, ormai da tempo sappiamo che, anche secondo le nostre stime, di questo passo nel 2050 ci saranno più rifiuti di plastica che pesci".

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