Droga e risse al Comandini? "Tutto falso, venite a toccare con mano"

E' tempo di iscrizioni alle scuole superiori e nella scelta dell'istituto spesso ad avere una voce determinante è il passaparola, l'informazione chiesta in giro

E' tempo di iscrizioni alle scuole superiori e nella scelta dell'istituto spesso ad avere una voce determinante è il passaparola, l'informazione chiesta al parente, al vicino di casa, quando non proprio alla stessa scuola media che si sta lasciando. E a volte le “voci” contano e magari si scarta una scuola per una brutta nomea. Premesso che a Cesena non esistono scuole-ghetto da cui star lontani, a sparigliare le carte contro queste “voci” è il preside del Comandini Francesco Postiglione con una lettera aperta intitolata “Il vero e il falso intorno all'Istituto Professionale Comandini”.

Con questa lettera Postiglione respinge le etichette negative ed elenca invece i buoni motivi per iscriversi allo storico istituto professionale: “Personalmente ritengo che la qualità di una scuola non si misuri dal numero degli iscritti, lo dicevo quando ero docente, e lo dicevo al primo anno di presidenza e lo dico ancora oggi. Sono alieno dalla frenesia che coglie un po' tutti gli addetti ai lavori nell'andare a contare giorno per giorno i dati aggiornati. E' chiaro però che il numero delle iscrizioni fa differenza quando una scuola rischia per poche decine di iscritti di perdere l'autonomia. Questo è quanto è accaduto all'Istituto Comandini l'anno scorso, e forse accadrà anche quest'anno”.

Il dirigente scolastico invece non ci sta per i motivi di tutto questo: “Se fosse solo una tendenza, o una scelta consapevole delle famiglie, non ci sarebbe molto da dire. Ma dispiace che, da qualche anno, a influire sul calo degli iscritti dell'istituto più antico della città, da sempre punto di riferimento per quell'artigianato e quell'impiantistica locale che ha fatto la fortuna di tante piccole e medie imprese della zona, siano delle voci infondate che, come la Fama ben rappresentata dal poeta Torquato Tasso, si diffondono in maniera incessante e del tutto dimentiche del riscontro con la verità”.

“Come preside (l'incarico di reggenza di questo istituto è cominciato da quest'anno), e soprattutto come cittadino di Cesena, anche io ero stato raggiunto negli anni passati da queste voci. Non ci credevo, anche perché noi addetti ai lavori magari abbiamo qualche canale in più per verificarle. Da quando sono dirigente del Comandini, ho avuto la conferma definitiva: le chiacchiere sono false. Dal 15 gennaio sono venuti in stage 92 ragazzi. Prima che lascino la nostra scuola si mostrano contenti ed entusiasti. Poi però, alcuni genitori ci raccontano che vengono sconsigliati nell'iscriverli alla nostra scuola. Una mamma nei giorni scorsi è venuta ad iscrivere suo figlio dicendo che sapeva di fare la cosa giusta per lui ma che dalla scuola media aveva ricevuto pareri molto negativi su questa scelta. Negativi anche i pareri raccolti dall'ufficio didattico: i genitori che iscrivono i figli da noi sono molto preoccupati!”

Si parla di droga e coltelli, di risse, di spaccio. E spiega: “Io chiedo solo di fare quello che sempre andrebbe fatto per accertare la verità, dai tempi di San Tommaso: verificare di persona. Nel registro elettronico vi sono i dati e i numeri delle nostre sospensioni: aprirei il registro a chi me lo chiede e mostrerei che le sospensioni (in calo rispetto agli scorsi anni) sono tutte per reiterazioni di richiami, disturbi alla lezione, risposte maleducate ai docenti. Non abbiamo un solo provvedimento per bullismo, rissa, spaccio, aggressione, vandalismo, e dall'inizio dell'anno solo 4 multe per fumo di sigaretta. Venite a trovare la scuola, e vedrete che negli spazi esterni, fuori dagli orari consentiti di intervallo, non c'è un solo ragazzo che soggiorna in barba al regolamento. Venite a trovare la scuola, e vedrete che nei corridoi e nei piani gli intervalli sono vissuti serenamente, come in qualunque scuola”.

Continua il preside: “Abbiamo, certo, ragazzi e ragazze difficili: li hanno tutte le scuole, e sicuramente gli alunni con Bisogni Educativi Speciali popolano di più gli Istituti Professionali dei Licei. Ma questa è appunto una delle insostituibili funzioni sociali della scuola professionale: quella di permettere un successo formativo a chi non potrebbe farcela al liceo, quello di permettere una crescita e un inserimento proficuo a chi sarebbe un emarginato o un'emarginata. Questi alunni e queste alunne, poi, sono quelli/e che rispondono di più sul piano umano ed educativo quando trovano, come nelle scuole professionali accade, docenti che li comprendono, li capiscono, li seguono, li affiancano ad uno ad uno”.

“Al di là di questa verità, che trovo tutt'altro che scomoda anche se potrebbe far storcere la bocca a qualcuno, tutto quello che si racconta dell'Istituto Comandini è falso. E c'è un solo modo per esserne certi: non credere a tizio o caio, o al dirigente dell'Istituto, ma venire a vedere. E' per questo che invito, come sempre fatto, in primo luogo i docenti orientatori delle scuole medie, e poi tutti i genitori e gli alunni interessati, a fare un giro nel nostro istituto. Non solo agli Open Day, quando ogni scuola comprensibilmente “si tira a lucido”. Ma ogni giorno, in un giorno normale. Così da toccare con mano veramente la verità. Vedrete ragazzi e ragazze che sorridono, alunni e alunne che lavorano, docenti come sempre indaffarati che scappano veloci fra i corridoi, e vedrete che chi disturba è punito, severamente quanto serve, caso per caso. Accomodatevi, l'Istituto Comandini vi aspetta ed è lieto di accogliervi”.

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