Al Versari non c'è neanche la campanella

Al Versari continua la protesta di alunni, genitori e studenti per chiedere condizioni di studio migliori. Molti i disagi segnalati dagli studenti. I genitori: "Aspettiamo che Bulbi mantenga le promesse"

Studenti, genitori e professori dell’Istituto Iris Versari sono concordi nel messaggio da mandare in provincia: “Così non si può andare avanti, è una vergogna”.
Venerdì mattina erano in circa 150 a protestare pacificamente con un sit in piazzale Sanguinetti. All’interno dell’edificio, che un tempo era dello scientifico, 12 classi del Versari sono state spostate e riposizionate in aule che, a più voci, dicono non essere adatte e neppure sicure”.

I disagi segnalati degli studenti non sono pochi: “Le finestre non si aprono, in alcune classi non va la luce, non abbiamo le campanelle per segnalare la fine delle lezioni quindi cronometriamo le ore o ascoltiamo quelle degli altri”. Incredibile ma vero.
E non è finita visto che c’è chi segnala che nei primi giorni la disponibilità dei bagni era di sole due tazze per 280 alunni. “Si creavano le file e poi se tardavi a rientrare in classe c’è chi si è preso una nota” segnala una studentessa. E poi? “Poi il bagno lo hanno chiuso definitivamente perchè dicono di aver perso la chiave. Ora andiamo in quelli dello scientifico che sono dall’altra parte”.

E poi ancora: “Ci sono dei fili di ferro che spuntano dai muri, delle prese della corrente che fino a pochi giorni fa erano scoperte. E pare che i termosifoni non funzionino”. Dopo il danno anche la beffa. Alcune ragazze testimoniano come degli incaricati siano venuti a controllare le condizioni della aule. Dopo aver constatato che gli alunni stanno un po’ stretti avrebbero detto: “Bisogna che non ingrassiate”.

Ragazzi, insegnanti e genitori lamentano condizioni di studio da serie C e segnalano come allo scientifico la situazione sia migliore tanto che lì avrebbero il lusso dello spazio per un tavolo da ping pong nei corridoi delle palestre. “Siamo imbufaliti - dice un genitore - ci sentiamo figli di un Dio non minore ma minimo”. Il dito è puntato contro la provincia e il presidente Bulbi. “Ci aveva promesso il trasferimento al cubo ma ci sono andati geometri e classico. Poi ha sbandierato il progetto di una scuola ad hoc per noi nel quartiere Novello che sarebbe costata duemilioni e mezzo di euro ma non ce ne è traccia. Ed era il 2007”.

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