Ipotizzato abuso d'ufficio in una pratica Imu, indagato il sindaco di San Mauro

Il sindaco di San Mauro Pascoli Luciana Garbuglia si trova indagata, assieme a due dipendenti comunali, con ipotesi di reato di abuso si ufficio

Il sindaco di San Mauro Pascoli Luciana Garbuglia si trova indagata, assieme a due dipendenti comunali, con ipotesi di reato di abuso si ufficio. A renderlo noto è la stessa prima cittadina di San Mauro, che spiega anche il motivo del provvedimento, aggiungendo di “ritenere di aver agito nell'interesse della comunità, applicando le norme vigenti in materia di IMU”. E aggiunge: “Confido comunque nella giustizia che farà il suo corso e appurerà le responsabilità”. 

In Comune è arrivato un provvedimento di indagine nei confronti di Garbuglia e nei confronti di due dipendenti comunali. Spiega Garbuglia: “Avrei preteso, in qualità di Sindaco, la riscossione di cartelle esattoriali relativamente alle annualità dal 2011 al 2015 per il considerevole importo complessivo di 224mila euro da una società di San Mauro per le tasse IMU mai pagate per i terreni ricompresi in un accordo di programma del 15 dicembre 2012 dove si dovevano costruire circa 150 appartamenti e  il teatro (area dietro il Centro Giovani), accordo poi revocato lo scorso novembre”.

Ed ancora: “L'abuso di ufficio riguarderebbe il fatto che il Comune avrebbe richiesto quote diverse di IMU ai diversi proprietari. A tal riguardo abbiamo mandato tutti i chiarimenti, documentando che i tempi di richiesta dell'IMU sono diversi fra i proprietari dell'area perché alcuni di essi si sono avvalsi della procedura di conciliazione che impone una trattativa che si è protratta per diversi mesi, mentre altri hanno provveduto al pagamento dell'IMU dovuta. Quindi la richiesta di pagamento dell'IMU al caso oggetto di indagine, che non ha proposto la conciliazione, è arrivata prima che ad altri. La società ha anche fatto ricorso alla Commissione tributaria regionale nel 2016, sostenendo che l'IMU non era dovuta: causa che si è discussa al Tribunale di Bologna nel mese di maggio 2017, ma di cui ancora non abbiamo l'esito della sentenza”.

E conclude Garbuglia: “Ho inviato tutti i documenti in Procura che chiariscono tutti i passaggi che il Comune ha effettuato per la riscossione del dovuto, ancora non pagato, spiegando perché ci sono stati tempi diversi per i diversi proprietari. Pertanto per fornire tutti i chiarimenti ho richiesto il patrocinio legale del Comune, come riportato nella delibera approvata la scorsa settimana”. 

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