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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca

Invasione russa in Ucraina, Cesena scende in piazza: "No alle armi, costruire una soluzione politica"

“Ci saranno con tutta probabilità centinaia di migliaia, forse milioni di rifugiati, e di fronte a questo scenario l’Europa, l’Italia, così come il nostro territorio, da subito dovranno dimostrare cosa vuol dire l’accoglienza"

Sono ore drammatiche per la guerra scoppiata tra Russia e Ucraina. A Cesena vivono nell'angoscia 568 persone del paese dell'Europa orientale. I cinque partiti di maggioranza della città (Partito Democratico di Cesena, Cesena 2024, Art.1-A Sinistra, Popolari per Cesena e Partito Repubblicano) hanno aderito e parteciperanno in modo convinto alla manifestazione - indetta da Cgil, Cisl e Uil - per martedì 1 marzo alle ore 18 ai Giardini Savelli di Cesena.

Gli ucraini a Cesena sotto choc

“Parteciperemo a questo presidio per dire stop alle armi, stop all’aggressione armata di Putin, esprimere solidarietà all’Ucraina, sostenere la mobilitazione dell’Italia e dell’Europa per la pace, perché come recita l’articolo 11 della nostra Costituzione: il nostro Paese ripudia la guerra. Riteniamo indispensabile costruire subito una soluzione politica e negoziata che fermi l’intervento armato in Ucraina, perché a pagarne le conseguenze saranno come sempre milioni di civili innocenti, e fra questi tante donne e tanti bambini che in queste ore drammatiche stanno cercando di mettersi in fuga dalle loro città”.

“Ci saranno con tutta probabilità centinaia di migliaia, forse milioni di rifugiati - proseguono - e di fronte a questo scenario l’Europa, l’Italia, così come il nostro territorio, da subito dovranno dimostrare cosa vuol dire l’accoglienza e che siamo un popolo che crede nei valori della libertà e della democrazia. Nell’ora più buia, senza ambiguità, dobbiamo dimostrare di essere al fianco del popolo ucraino, per la democrazia e la difesa dei valori di libertà, per la solidarietà e la pace tra i popoli. Esprimiamo inoltre vicinanza e fratellanza alle tante persone ucraine, soprattutto donne, che vivono nel nostro territorio per motivi di lavoro e che, in molti casi, hanno lasciato figli e famiglia nel loro paese di origine”.

“Serve una presa di coscienza collettiva e, allo stesso tempo, una risposta unitaria della politica affinché la direttrice sia il dialogo, il rispetto degli accordi di Helsinki e di Minsk, e alla base il riconoscimento del principio dell’autodeterminazione dei popoli. In questa fase, ancora più che in passato, c’è una responsabilità di tutti in quello che accadrà e solo l’unità dell’Unione Europea e delle forze atlantiche potranno fungere come un deterrente importante a un’ulteriore e drammatica escalation dell’intervento militare”.

Lia Montalti (Pd) “Fermiamo subito questa inutile strage”

“Solo una decisa iniziativa internazionale, a sostegno di una soluzione diplomatica della crisi fra Russia e Ucraina, potrà fermare questa inutile strage, che costerà vite umane e sofferenza, e garantire un ritorno alla pace”.  A sottolinearlo, in modo fermo, è il Partito Democratico dell’Emilia-Romagna “L’aggressione ingiustificata e ingiustificabile ordinata da Putin all’Ucraina è al centro del dibattito internazionale a ogni livello. Anche in Emilia-Romagna – afferma Lia Montalti – abbiamo preso formalmente posizione, attraverso una risoluzione di cui sono firmataria, contro l’aggressione russa. Da oltre ventiquattro ore sono infatti iniziati i bombardamenti in Ucraina e già si contano centinaia di vittime in un attacco che non ha precedenti nella storia recente. Putin vuole colpire l’Europa e gettare nell’instabilità il continente e altre potenze mondiali, facendo carta straccia degli accordi internazionali, in particolare degli Accordi di Minsk del 2014, e calpestando la sovranità e la libertà dell’Ucraina e del suo popolo”.

“In Emilia-Romagna abbiamo presentato insieme una risoluzione che auspica la ricomposizione politica del conflitto in corso, evitando una probabile escalation che potrebbe avere conseguenze oltremodo drammatiche a livello internazionale. Quello che sta succedendo in Ucraina è infatti gravissimo e riguarda tutti noi e per questo non si può restare indifferenti. L’Unione europea deve rispondere unita e con decisione per fermare questa follia e lo deve fare utilizzando tutti i canali diplomatici possibili”.

“A rimetterci da questo atto di guerra ingiustificabile, come sempre, sono i civili. Milioni di civili innocenti, donne, anziani, bambini, che in queste ore cercano riparo nelle metropolitane e nei rifugi e provano a fuggire da un inferno che non hanno voluto loro. Per questo chiediamo anche che l’Europa accolga in fretta i minori e le famiglie che fuggono dalle zone teatro di scontri e proceda con le sanzioni verso la Russia, sperando che la diplomazia abbia al più presto il sopravvento su una guerra che l’Europa e il mondo intero non vogliono. Infine – conclude Montalti – voglio lanciare un segnale di vicinanza anche a tutte quelle persone ucraine, in particolare donne, che vivono e lavorano in Italia e anche nel nostro territorio, e molte delle quali hanno familiari in Ucraina”.

Giovani Democratici di Cesena

"Quello che sta accadendo in Ucraina sembra essere uscito da un film, ma purtroppo è una crudele realtà. Una realtà a cui gli Ucraini sono abituati da anni, sin da quando la strategia della tensione portata avanti da Putin ha mirato a separare il paese internamente e a ricattarlo più volte, minando la sovranità e la libertà di un intero popolo. L’imperialismo che la Russia applica ai suoi vicini ricorda molto il modus operandi delle superpotenze durante la Guerra Fredda, ovvero di una politica di sottomissione che tutto cerca tranne che di promuovere la fratellanza dei popoli. A soffrire da questo saranno solo i cittadini che vedranno portarsi via quello che erano riusciti a costruirsi in questi anni. Ci saranno famiglie dilaniate, qualcuno tenterà di difendere il proprio paese rischiando la vita, alcuni cercheranno rifugio negli stati confinanti, altri perderanno il lavoro".

"L’Unione Europea non può restare a guardare, deve muoversi compatta per porre fine al conflitto e diventare simbolo di pace: non possiamo permettere che la guerra continui a mietere altre vittime, per questo come Giovani Democratici ci uniamo a tanti altri ragazzi per chiedere una soluzione pacifica e non violenta alla grave crisi in ucraina. Questa è l’occasione per dimostrare al mondo che l’Unione Europea c’è ed è pronta a portare avanti i suoi ideali di Libertà, Democrazia e Pace: ponendoci come grandi mediatori e mettendo al primo posto la diplomazia e il dialogo potremo mettere la parola fine a questo sanguinoso conflitto. Inoltre comunichiamo la nostra adesione al Presidio per la Pace organizzato dalle associazioni sindacali che si svolgerà il prossimo Martedì 1° Marzo alle ore 18:00 presso i Giardini Savelli di Cesena".

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