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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Invasione di pista e daspo all'ippodromo, finisce arrestato per camorra

La camorra si era infiltrata nel mondo dell'ippica ed era "presente" anche in occasione della protesta dei fantini che il 27 giugno scorso provocò un ritardo di circa mezzora nell'avvio delle corse

La camorra si era infiltrata nel mondo dell'ippica ed era “presente” anche in occasione della protesta dei fantini che il 27 giugno scorso provocò un ritardo di circa mezzora nell'avvio delle corse della serata inaugurale dell'ippodromo del Savio. In quel momento i fantini “scioperavano” e chiedevano l'annullamento delle corse.

La protesta doveva essere “clamorosa”. Infatti, circa un centinaio di operatori italiani da Piemonte Toscana e Campania si erano presentati ai cancelli mimetizzati tra il pubblico. La manifestazione, organizzata sui social network, era stata comunque monitorata dalla Polizia.  Tuttavia, una buona parte dei manifestanti erano stati identificati ai cancelli, ma alcuni erano riusciti ad entrare e disponendosi a bordo della pista. Anche in questo caso la Polizia era riuscita a trovarli e a bloccarli, ma una decina di loro (in gran parte campani) all'avvio della prima corsa erano riusciti a scavalcare le recinzioni e bloccare la gara con un'invasione di pista.

La questura di Forlì, come d’altra parte era stato annunciato già subito dopo i fatti di fine giugno, ha disposto quindi recentemente il Daspo di un anno, vale a dire il divieto di avvicinarsi a manifestazione sportive, in questo caso ippiche, per otto persone che si resero protagonisti dell'invasione di pista all’Ippodromo di Cesena.

Uno dei colpiti dal Daspo, un driver conosciuto, per gli inquirenti era collegato alla malavita organizzata campana. Mario Minipoli Junior è finito agli arresti domiciliari perché – secondo le accuse mosse dalla Direzione investigativa antimafia di Napoli - rispondeva al boss Massimo Russo, detto Paperino, esponente apicale della fazione Schiavone dei Casalesi. L'indagine ha portato a 44 misure cautelari. L'inchiesta, durata quattro anni, ha mostrato tra l'altro come gli interessi della cosca erano forti anche nel campo dell'ippica. Sempre secondo le accuse, a Russo, attraverso prestanome, era legata una società proprietaria di cavalli, e a condurre il sulky era spesso proprio Mario Minopoli Junior.

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