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Formiche alate Foto dal gruppo Facebook Sei di Cesenatico Se

Formiche alate Foto dal gruppo Facebook Sei di Cesenatico Se

Invasione delle formiche alate, trovata a Valverde la specie con il pungiglione

Il picco degli 'attacchi' è stato lo scorso sabato, tra le due e le tre e mezza del pomeriggio, in un tratto di costa lunghissimo

Sono quasi sicuramente le formiche 'ponerine' le responsabili delle punture che nei giorni scorsi hanno costretto migliaia di persone a rivolgersi alle farmacie in cerca di rimedi contro bruciori e gonfori. Il picco degli 'attacchi' è stato lo scorso sabato, tra le due e le tre e mezza del pomeriggio, in un tratto di costa lunghissimo  (in pratica da Ravenna a Pesaro ma sono arrivate segnalazioni anche da Chioggia), e in particolare nelle marine di Cesenatico. Il campione che inchioderebbe le ponerine alla loro responsabilità è stato prelevato da Claudio Venturelli, dirigente entomologo dell'Ausl Romagna che martedì ha effettuato gli annunciati sopralluoghi. 

PONERINE A CESENATICO - "Ho trovato le ponerine in un pedalò a Valverde di Cesenatico in dei ristagni d'acqua. Questo conferma la mia idea di partenza: accanto ai nugoli delle formiche comuni c'erano anche quelli delle ponerine che sono invece di origine tropicale e a differenza delle altre sono dotate di pungiglione; i maschi creano solo piccoli fastidi mentre le femmine pungono". Dal punto di vista sanitario si tratta di una buona notizia perché il timore, specialmente dei cittadini, era che si trattasse di insetti capaci di trasmettere malattie. "Invece a parte il fastidio che è comunque intenso e richiede giorni per guarire - sempre Venturelli - le formiche non sono vettori di virus". 

MUTAZIONI CLIMATICHE - Resta da capire come mai i nugoli di formiche (sorte di cortei nuziali in cui milioni di maschi sciamano intorno a poche femmine contendendosi la possibilità di fecondarle) si siano concentrati sulla costa dando vita ad un fenomeno del tutto inedito per le nostre zone. "Questo aspetto ancora non ci è chiaro - continua l'entomologo - ho contattato un professore dell'Università di Sassari e un gruppo di ricercatori di Parma che studiano proprio le formiche. Ho mandato dei campioni per aver con loro un confronto scientifico". Una delle cause però potrebbe essere il mutamento delle condizioni climatiche che avrebbero creato condizioni favorevoli per il loro proliferare anche in zone diverse: "Negli ultimi 150 anni, il 2016 sarà ricordato come l'anno con le medie di temperature più alte registrate in tutti i mesi. In più, quel giorno al mattino soffiava il Garbino che le ha spinte da terra verso mare mentre al pomeriggio il vento era cambiato e da mare soffiava verso terra, questo spiegherebbe il motivo per cui le persone vedevano i nugoli venire dal mare". 

FENOMENO PASSEGGERO - Ancora le verifiche non sono completate, sono in tanti infatti ad aver accolto l'invito a condividere con gli esperti foto, campioni e ogni altro materiale per capire bene il tipo di fenomeno. Fenomeno passeggero o a cui bisognerà farci l'abitudine? "Credo sia stato passeggero e causato da una serie di eventi casuali -  chiarisce Venturelli -. Le ponerine hanno generato un fenomeno simile nel Chianti nel 2014 ma poi di loro in quella zona non se n'è più sentito parlare. D'altronde sono poche, fanno colonie di pochi individui e pesano pochissimo sul totale delle colonie create dalle formiche autoctone". Poche ma in grado di creare grandi fastidi anche perché una sola formica può essere responsabile di decine di punture sulla stessa persona, specialmente se intrappolata nei vestiti. Nei prossimi giorni si spera di avere un quadro ancora più dettagliato per capire esattamente cosa è successo. 
 

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