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Invasione di cimici marmorate dall'Asia nelle campagne cesenati

La cimice marmorata asiatica, il cui nome scientifico sarebbe Halyomorpha halys, è chiamata così per via della colorazione scura e maculata del dorso

I tecnici della Coldiretti attestano un aumento della presenta di cimici marmorate asiatiche nelle campagne romagnole. Continuano da ormai due anni, infatti, i monitaraggi dell'insetto, che negli ultimi mesi si è moltiplicato in maniera sostenuta nel territorio romagnolo. Si tratta di un nemico comune delle coltivazioni di kiwi, pere, uva, mais e soia, che imperversa in maniera consistente soprattutto nel nord-est d'Italia (tra Friuli Venezia Giulia e Veneto), ma anche in Piemonte e Lombardia ed ora è arrivato in Romagna. Seppur innocuo per gli essere umani, questo insetto si nutre di una grande quantità di piante e ortaggi, infatti è definito dagli studiosi una varietà polifaga, in grado di devastare raccolti e coltivazioni.

"Di danni effettivi per il momento nelle nostre zone non se ne sono riscontrati - dice Luca Molinari, tecnico di Colideretti Forlì-Cesena - ma è stata dichiarata una presenza più diffusa della cimice dai nostri tecnici, con una concentrazione maggiore nel basso cesenate, tra l'autostrada e la località di Sala. Di solito nel giro di due, tre anni dal riscontro della diffusione si palesano i danni ai raccolti".

La cimice marmorata asiatica, il cui nome scientifico sarebbe Halyomorpha halys, è chiamata così per via della colorazione scura e maculata del dorso e per via della provenienza da Cina, Giappone e Taiwan. "Questi sono insetti - continua Molinari - tendono a passare l'inverno raggruppandosi, grazie ad un ormone che secernono, e stanziandosi non solo in alberi da frutta ma anche in piante ornamentali come noccioli, rubini e cespugli nei giardini di case abbandonate, o nei sottotetti e nelle serre. In caso di riscontro di tale insetto, i privati sono invitati ad avvisare i consorzi agrari o gli uffici della Regione". Se non si considera lo sgradevole odore che emana, la cimice risulta totalmente innocuo per gli essere umani, come dichiara il dottor Claudio Venturelli, dirigente entomologo dell'Ausl Romagna: "A livello sanitario non è stato riscontrato alcun danno diretto ne indiretto derivato da questo insetto".

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