Intervista a Max Pezzali: "Romagna la mia seconda casa. Matrimoni tra gay? Perché no"

Non ha più l'aria del felicione, e diciamolo, un po' sfigato di quando cantava "Hanno ucciso l'uomo ragno". Complice uno stile più simile ad un "duro" del rap che non ad un cantante di pop

foto Mazza

Non ha più l'aria del felicione, e diciamolo, un po' sfigato di quando cantava “Hanno ucciso l'uomo ragno”. Complice uno stile più simile ad un “duro” del rap che non ad un cantante di pop. Tatuaggi sulle braccia, catena a penzoloni dai pantaloni, cappellino dei Red Sox; Max Pezzali ha fatto scorpacciata di pubblico e applausi al Mediaworld dove ha presentato la sua ultima fatica: “Max 20”.

Se dico Romagna cosa dice?
“Per me è una seconda casa. Penso a Torre Pedrera dal 1972 in poi, quando con la mia famiglia trascorravamo l'estate in pensioni a una stella perché sono figlio di lavoratori e quella era la vacanza di chi non aveva tante disponibilità economiche. Gli albergatori di quegli anni hanno avuto l'intuizione di offrire ospitalità anche a chi non aveva particolari risorse, ma riuscivano a farti vivere il sogno della vacanza. Poi è diventato il lavoro con Riccione, l'Acquafan, il mondo vissuto negli anni '90. La rutilante Riccione dell'epoca con il Peter Pan, il Maccherone in via Dante...”

Qual è il segreto del suo successo?
“penso di aver sviluppato un contatto diretto col pubblico. Sono contento che ci sia un cambio generazionale e che ai concerti ci siano quelli degli anni '90, ma anche i loro figli. Signifca che le canzoni non sono legate solo a un periodo specifico, manpossono trasbordare. A 45 anni scrivo in maniera diversa rispetto gli inizi, l'importante è che ci sia lo stesso spirito”.

Nel suo ultimo album vanta numerose collaborazioni,ma non ce n'è nessuna femminile. Come mai?
“La tonalità dei pezzi non le permetteva. Ho provato a cambiare io ma veniva un delirio. E' stata una questione tecnica".

E con chi le piacerebbe collaborare? Chi manca in max 20?
“Visto che sognare non costa niente mi piacerebbe lavorare con Springsteen o se si riunissero i Beatles... Non mi piacciono le cose normali,o le facciamo grosse e fighe se no niente”.

In 20 anni la società è cambiata. Lei è favorevole o contrario ai matrimoni tra omosessuali?

“Io sono convinto che le persone debbano essere messe nella condizione che le persone debbano essere felici come e quando vogliono. Quando la tua libertà, un tuo diritto non lede i diritti altrui non vedo perché non si dovrebbe poter fare. Da sposato dico che se c'è reciprocità o vale per tutti oppure vietiamo il matrimonio a tutti”.

La canzone da ascoltare sotto la doccia?
“Springsteen di Eric Church”.

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