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"Insegnare 'Romagna Mia' in tutte le scuole d'Italia", la proposta di legge. Non mancano le polemiche

Insegnare 'Romagna Mia' in tutte le scuole di ogni ordine e grado della Repubblica? E' quanto chiede di fare una proposta di legge depositata lo scorso 3 novembre

Insegnare 'Romagna Mia' in tutte le scuole di ogni ordine e grado della Repubblica? E' quanto chiede di fare una proposta di legge depositata lo scorso 3 novembre e che vede come primo firmatario il deputato forlivese della Lega Jacopo Morrone, accompagnato da una serie di suoi colleghi parlamentari non romagnoli ma evidentemente folgorati da Secondo Casadei e della musica folkloristica romagnola, vale a dire Bazzaro, Billi, Covolo, Fiorini, Iezzi, Lucchini, Potenti, Tonelli, Valbusa e Zoffili, come li elenca la pubblicazione sugli atti parlamentari ufficiali.

La proposta di legge, ripresa anche dai media nazionali, è molto semplice e consta di due articoli: il primo enuclea il principio che “La Repubblica riconosce la canzone «Romagna mia» quale espressione popolare dei valori fondanti della propria nascita e del proprio sviluppo”. Il secondo ne chiede l'introduzione dello studio nelle scuole di ogni ordine e grado, “nell’ambito delle attività didattiche finalizzate alla conoscenza dei valori del proprio territorio e delle origini”. 

E subito è scoppiata la doppia polemica: da una parte, quella più stringente, è che se il Parlamento in questo momento di emergenza si deve occupare dell'insegnamento della 'Casetta mia', della 'Romagna in fiore' in scuole in cui, in gran parte, non si riesce nemmeno a garantire la presenza degli studenti in classe. E dall'altra se, ad una pur famosissima canzone popolare conosciuta in tutt'Italia e all'estero grazie al turismo della Riviera romagnola, vada riconosciuta una supremazia rispetto ad altrettante famose canzoni regionali popolari, ugualmente presenti nel cuore dei rispettivi cittadini e anch'esse celebri in tutto il mondo come 'O sole mio', che è coeva a 'Romagna Mia'

Nel preambolo introduttivo della proposta di legge, d'altra parte 'Romagna Mia' pare proprio essere innalzata ad un inno alla vita positiva in quanto tale. Così, infatti, viene scritto: “La canzone "Romagna Mia" è uno dei brani musicali che caratterizzano il nostro Paese e che hanno lasciato una traccia, un solco importante, nella storia di una terra, di una regione come la Romagna (nel testo agli atti la Romagna diventa regione, ndr), non rappresentando solo una canzone ma una semplice e al tempo stesso profonda espressione di un modo di essere che va al di là dell'essenza romagnola che essa esprime. La canzone 'Romagna Mia' è infatti l'espressione di un modo di vivere in positivo tutte le sfumature della vita e di un forte legame con le proprie origini".

Infine ad osservatori più attenti non è sfuggito che il testo della proposta di legge è sostanzialmente identico a quello presentato alcuni mesi fa relativo a 'Bella Ciao'. In sostanza dal testo della proposta precedente le parole 'Bella Ciao' vengono sostituite con 'Romagna Mia' ed eliminato il comma che chiede che il brano venga eseguito dopo l'inno d'Italia nel giorno del 25 Aprile. Ma per il resto è identica. Ma almeno le due canzoni si incontrano quando entrambe parlano della lontanza dalle proprie 'belle', la "bella" salutata dal partigiano e quella lasciata "al casolare" in Romagna Mia.

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