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Innovazione, per il Comune quasi 10 milioni di euro di fondi europei tra il 2014 e il 2020

L'assessore Francesca Lucchi: “Innovazione e riqualificazione sociale, culturale e cittadina per supportare le sfide del presente e del futuro”

Con 49 progetti finanziati, una rete di 81 partner e un ammontare complessivo di 9.918.130 euro di contributo europeo, il Comune di Cesena tra il 2014 e il 2020 si è distinto per capacità di attrazione di fondi competitivi per l’innovazione, con risultati di primo piano sulla cultura, efficientamento energetico (soprattutto in riferimento agli edifici scolastici) e cambiamenti climatici, alimentazione e salute e mobilità sostenibile. Ai progetti “cesenati” si sommano ulteriori sette progetti, con una rete di 24 partner, relativi all’Unione dei Comuni della Valle del Savio per un ammontare complessivo di circa 2 milioni di euro.

“Nel corso di questi anni – commenta l’Assessora all’Innovazione e ai Progetti europei Francesca Lucchi – abbiamo raggiunto un risultato strategico, che ci pone in un contesto di innovazione e spinta propositiva verso le sfide del futuro a cui la nostra città, e il territorio tutto, sta rispondendo concretamente. Con questo spirito stiamo già guardando alla nuova agenda europea che, assieme al Recovery Fund, guiderà i finanziamenti per i prossimi anni, e in merito ai quali vogliamo essere capaci e pronti a cogliere opportunità e risorse per il nostro territorio, con progettualità concrete da poter mettere in campo. Importante è anche la creazione di una rete attiva di circa un centinaio di partner europei, che ci da modo di confrontarci ad alto livello in merito a sfide comuni e a valorizzare e far conoscere anche in Europa le esperienze e le realtà cesenati”.

“Dai cambiamenti climatici all'energia, dall'inclusione sociale, alla salute, fino all’efficientamento energetico e alla riqualificazione di edifici pubblici impiegati diversamente rispetto alla loro nascita. I fondi ottenuti nel corso di questi sette anni – prosegue Lucchi – ci hanno consentito di ridisegnare Cesena avviando un nuovo tipo di cultura che guarda all’innovazione e a un’economia green basata sulla sostenibilità e sulla rigenerazione urbana. Penso ad esempio al progetto Agri-Urban, finanziato dal programma di Cooperazione Territoriale Europea URBACT III 2014-2020, che intende creare una rete europea di città di piccole e medie dimensioni, dotate di un potenziale per la creazione di posti di lavoro nel loro contesto rurale o peri-urbano, attraverso un approccio integrato, capace di coniugare la dimensione sociale e ambientale dell'agricoltura in un modo innovativo. Centrale inoltre è il piano di recupero e riqualificazione di alcuni edifici: dallo stabile che ha ospitato per anni l’Ex Tribunale, oggi destinato alla nuova sede della Polizia Loca, a Palazzo Mazzini-Marinelli, ai plessi scolastici di Martorano, Case Finali, Ippodromo, Vigne, Borello nei quali siamo intervenuti grazie ai fondi del POR FESR. Il finanziamento di questi progetti infrastrutturali ha consentito alla nostra Amministrazione comunale di riqualificare aree di città, dislocate nei diversi quartieri, che rendono la progettazione europea qualcosa di più tangibile e visibile per i cittadini. A questo proposito, particolarmente significative sono la riqualificazione di Casa Bufalini, il cui recupero si attendeva dagli anni ‘60, o del Terzo lotto della Biblioteca Malatestiana, che consente così il completamento della piena valorizzazione dell’edificio più importante della nostra città”.

Tra gli altri progetti finanziati si annoverano anche BeePathNet, finanziato nell’ambito del programma URBACT III, che intende creare una rete europea di città amiche delle api, che possano riconoscere il valore del ruolo degli impollinatori nel rispetto della biodiversità e come strumento utile all’agricoltura e al benessere delle persone e che consenta alle città di implementare piani d’azione strategici e sostenibili per l’apicoltura urbana; In Common Sports, progetto finanziato nell’ambito del programma europeo Erasmus+ Sport, teso a promuovere stili di vita attivi tra le persone over 60, avvicinandole e motivandole alla pratica sportiva.

Tra i progetti riguardanti l’Unione Valle Savio si cita: “Quale futuro per la montagna?”, “Adriadapt”, “Le radici e le ali” “Dal lago al bioparco” in relazione al lago di Quarto. I fondi economici derivati dal progetto “Le radici e le ali” sono stati utilizzati concretamente dai Comuni montani dell’Unione per riqualificare spazi vitali per la vita cittadina.

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