Donne, violenze segnalate in forma anonima al supermercato: "Anche richieste d'aiuto"

La gente che passava poteva scrivere un messaggio e imbucarlo, sentendosi protetto da un eventuale anonimato ma lanciando comunque un messaggio importante

Un centro commerciale, grazie all'assoluta anonimità che garantisce, può diventare anche il luogo ideale per denunciare una situazione di disagio. A esserne certa è Claudia Farnedi, poliedrica artista cesenate, che quest'anno in occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, ha scelto di creare un angolo creativo poprio nel centro commerciale Ipercoop Lungosavio. Cinque giorni fa Claudia aveva collocato una scatola, rivestita con le sue opere grafiche, in un angolo del centro, ma in uno spazio che fosse a portata di mano del passaggio frettoloso. La gente che passava poteva scrivere un messaggio e imbucarlo, sentendosi protetto da un eventuale anonimato ma lanciando comunque un messaggio importante. E domenica è stato il giorno di apertura della scatola.

"Abbiamo trovato circa cinquanta biglietti - ha spiegato Claudia - accuratamente ripiegati e imbucati in forma anonima, altri con nome in vista, a testimoniare violenze subite, fisiche e psichiche, giudizi forti, considerazioni, opinioni e consigli. Una scatola colma di rabbia, impotenza ed anche di speranza futura. Richieste di aiuto che non voglio e non posso lasciar perdere - continua Claudia, molto impressionata da quanto accaduto - quindi mi sto adoperando per fornire aiuto, materiale e sostegno reale alle donne del nostro territorio". Claudia da anni collabora con Caterina Cenciotti e Carolina Porcellini del Centro Donna di Cesena, che  sono già state allertate e coinvolte per il seguito di questa sua iniziativa creativa-sociale.

"Inoltre - prosegue Claudia - ho già coinvolto Francesca Romana Perrotta, cantautrice a livello nazionale, impegnata da sempre con la sua musica sulle tematiche femminili. L'importante è non parlarne solamente. Fondamentale è coinvolgere gli uomini e fare in modo che non sia solo un filo rosso femminile di sole donne che ascoltano le donne. Bisogna dare strumenti a chi non ne ha, sostegno a chi pensa di essere sola, informazione e cultura nelle scuole e, speriamo, ascolto, aiuto e punizioni giuste agli uomini carnefici. Molto probabilmente la mia 'scatola' sarà itinerante; mi hanno già chiesto più luoghi di averla. Sarò molto onorata di creare un tour creativo-sociale per proseguire questa iniziativa".

Scatola 2-2

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