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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Influenza

L'influenza avanza, si fa difficile la caccia ai farmaci: ecco perchè alcuni sono introvabili

Alcune farmacie, infatti, nel periodo del picco influenzale come quello attuale, hanno terminato i farmaci da aerosol, ma anche sciroppi

Andare in farmacia e tornare a casa a mani vuote quando a letto c'è un bambino con febbre e tosse fino a oggi era impensabile e inammissibile, ma da ora in poi può accadere anche questo. Anzi, è quello che sta accadendo anche a Forlì e a Cesena. Alcune farmacie, infatti, nel periodo del picco influenzale come quello attuale, hanno terminato i farmaci da aerosol (come Clenil e Prontinal), vedono scarseggiare gli equivalenti, non hanno più lo sciroppo Nurofen per abbassare la febbre e il Brufen è dato per scomparso.

"Ci sono delle problematiche legate al reperimento dei farmaci - conferma l'avvocato Luca Pestelli, presidente di Forlìfarma - Una problematica è legata al principio attivo che scarseggia, ma l'altra, più forte, è legata alle materie prime riguardanti il packaging, e intendo carta e plastica con cui si confezionano i farmaci. La carta è molto costosa e probabilmente questo incide sulla produzione dei blister di farmaci.  E' una situazione alla quale purtroppo prima non eravamo abituati ma ora sta diventando sempre più frequente. Però ritengo non sia una situazione di allarme perchè, solitamente, se non c'è il farmaco prescritto il farmacista passa all'equivalente. E se non c'è nemmeno l'equivalente il farmacista consiglia di tornare dal medico per valutare una terapia alternativa e di solito si trova. Sui tempi - continua Pestelli - non posso dire nulla. So che stiamo facendo il massimo per reperire i farmaci sul mercato perché il nostro obiettivo è offrire al cliente il servizio migliore, ma il problema non è solo di Forlì e Cesena, è un problema globale".

"E' vero che mancano alcuni farmaci ma non dobbiamo fare allarmismo - gli fa eco Fabio Scarlato, farmacista di Diegaro di Cesena - Solitamente in farmacia si trovano gli equivalenti, ma soprattutto mi sento di dire che le terapie non sono a rischio. La cura viene comunque garantita, anche perché, per esempio, il cortisone non è solo somministrabile via aerosol. Se un paziente ha bisogno di cortisone lo può prendere anche via bocca, ovviamente non è una terapia diretta come quella dell' aerosol, ma la cura viene comunque fatta. E' vero, invece, che il cliente fa fatica a capire e rimane molto perplesso davanti all'assenza di farmaci di uso comune come il Brufen o il Nurofen. Il fatto desta ovviamente qualche preoccupazione ma, purtroppo, per via di questa crisi generale di materie prime, dobbiamo iniziare a pensare che a risentirne, in modo indiretto, può essere ogni settore, anche quello farmaceutico". 
 

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