Indagine di UniSalute: i romagnoli vogliono tagliare l'uso dei farmaci

I romagnoli vogliono ridurre l’utilizzo di farmaci. A differenza di quanto riscontrato a livello nazionale (23%), più della metà dei cittadini di Rimini e Forlì-Cesena (52%) dichiara di impegnarsi per fare a meno dei medicinali

I romagnoli vogliono ridurre l’utilizzo di farmaci. A differenza di quanto riscontrato a livello nazionale (23%), più della metà dei cittadini di Rimini e Forlì-Cesena (52%) dichiara di impegnarsi per fare a meno dei medicinali e prenderli solo quando strettamente necessario. A conferma, il 16% afferma di assumerli solo se prescritti dal medico Questo è quanto rilevato dall’ultima indagine realizzata dall’Osservatorio Sanità di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria, che ha voluto indagare la propensione degli italiani ad assumere medicine.

Un dato in controtendenza rispetto a quanto emerso da altri precedenti studi sull’argomento, secondo cui nei primi 9 mesi del 2012 gli italiani hanno acquistato oltre 1 miliardo e 300 milioni di confezioni di medicinali – una media di 22 confezioni a testa – per una spesa farmaceutica totale, considerando anche quelli acquistati e distribuiti dal SSN, di 19,2 miliardi di euro (Rapporto 2012 “Uso dei farmaci in Italia” dell’Aifa).

Che tra i romagnoli cominci a farsi largo l’idea di voler ridurre l’assunzione di tutte queste soluzioni chimiche lo rileva un altro dato dall’indagine dell’Osservatorio UniSalute: il 61% degli intervistati sembra infatti propenso ad affiancare alla medicina tradizionale le soluzioni alternative, come l’omeopatia o le cure ayurvediche. A propendere per questo tipo di terapie più naturali sono in particolare gli over 55 (72%). Di contro però un romagnolo su tre (36%) resta fedele esclusivamente alle classiche terapie mediche.  

Ma torniamo al rapporto tra romagnoli e farmaco. Cosa fanno una volta prescritto ed acquistato il medicinale? Ben il 72% consulta il foglietto illustrativo, il famoso bugiardino, per saperne di più. Il 23% degli intervistati si fida invece ciecamente dell’indicazione del medico senza porsi altre domande. I farmaci sono sicuramente uno strumento importante nella cura di una malattia.

L’utilizzo massiccio da parte della popolazione italiana se da una parte può essere legato ad un fattore anagrafico (l’Italia è un paese con sempre più anziani), dall’altro è dovuto ad una cattiva propensione ad affidarsi ai medicinali al primo sintomo di malessere. Una maggiore educazione ad un utilizzo dei farmaci solo quando strettamente necessario, comportamento che sembra fatto proprio dai romagnoli, porterebbe benefici non solo alla salute dei cittadini ma a quella dello stesso Sistema Sanitario Nazionale, costretto a fare i conti con una sempre più drastica riduzione delle risorse.

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