Indagine di Coldiretti: il 40% della popolazione ha paura delle catastrofi naturali

Il 95 per cento dei comuni dell’Emilia Romagna ha almeno una parte del territorio soggetto a rischio idrogeologico per le frane e le alluvioni e, secondo l’analisi della Coldiretti

Tra nevone, terremoto, alluvioni e frane, le catastrofi naturali hanno segnato profondamente i cittadini dell’Emilia Romagna che per il 40 per cento vivono con la paura per la devastazione degli edifici causata dai terremoti, per il 27 per cento temono le frane e l’erosione dei terreni e per il 29 per cento sono preoccupati dallo straripamento dei corsi d’acqua. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Censis dalla quale si evidenzia il profondo stato d’ansia causato dalle recenti calamità.

"Con i cambiamenti climatici in atto – sottolinea la Coldiretti – è sempre più urgente investire nella prevenzione. I cittadini dell’Emilia Romagna si trovano a fare i conti con una continua emergenza idrogeologica che porta il 36 per cento dei cittadini interpellati a dichiarare – secondo la ricerca Coldiretti/Censis – di essere pronto a finanziare di tasca propria un fondo di tutela dai danni dovuti a fenomeni naturali".

Il 95 per cento dei comuni dell’Emilia Romagna ha almeno una parte del territorio soggetto a rischio idrogeologico per le frane e le alluvioni e, secondo l’analisi della Coldiretti, sono 313 i comuni interessati. Una situazione favorita dall’abbandono dell’attività agricola soprattutto nelle aree marginali dove è più importante la presenza degli uomini per la salvaguardia del territorio.

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Infatti tra il 1990 e il 2010 l’Istat ha rilevato una vera e propria fuga dalla collina e dalla montagna dell’Emilia Romagna. Secondo le elaborazioni di Coldiretti regionale sui dati del censimento agricolo Istat, in venti anni le aziende agricole delle zone collinari e montane si sono più che dimezzate, passando dalle oltre 64 mila dell’inizio degli anni Novanta alle 27.420 del 2010.

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