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Dall'informazione all'accoglienza, il vescovo a 360 gradi: "Serve un giornalismo fatto da persone per le persone"

Una riflessione a tutto campo in particolare per la “52esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali” che quest'anno si celebra il 13 maggio

Consueta conferenza stampa di inizio anno nei nuovi uffici della Curia di Cesena – Sarsina indetta dal Vescovo Douglas Regattieri in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Una riflessione a tutto campo in particolare per la “52esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali” che quest'anno si celebra il 13 maggio e sul messaggio di Papa Francesco  dal titolo “La Verità farà Liberi – Fake News e Giornalismo di Pace””. Nell'occasione si è parlato inoltre della situazione della fede a Cesena e sul rapporto con le altre comunità religiose in una città sempre più multietnica e multiculturale.

"Un grande momento e una grande lezione di comunicazione - ha introdotto il vescovo - il messaggio di Papa Francesco. La notizia è un fattore importante e va data con oggettività senza orgoglioso egoismo, ma mirando soprattutto a preservare e propagandare la pace". "Purtroppo - ha continuato l'eminente prelato - le "fake news", come afferma il pontefice, si sono molto diffuse creando disinformazione basate su dati inesistenti o distorsioni mirate ad ingannare e manipolare il lettore. Il migliore antidoto contro le falsità è l'ascolto e la discussione fra persone attratte dal bene e dal principio della carità che non deve mai mancare. "La pace è la vera notizia" sostiene il messaggio papale e per questo bisogna promuovere un giornalismo di pace non “buonista” da negare i vari problemi assumendo toni sdolcinati, bensì una comunicazione che sia frutto di indagine e di analisi sistemica". "Per questo - ha continuato nella sua disanima Regattieri – non si può che essere concordi nel ricercare, come dice Papa Francesco, un giornalismo fatto da persone per le persone e sia di servizio per tutti".

Riguardo la situazione della Chiesa a Cesena il Vescovo, che continua le sue visite pastorali nelle varie parrocchie della curia iniziata sei anni fa, sottolinea come "si sente forte l'esigenza di essere vicino ai giovani spesso senza fede e sbandati, mentre bisogna molto lavorare sull'accoglienza dei migranti". "Noto spesso - ha sostenuto Regattieri - un senso di disagio nei confronti degli stranieri. Disagio più epidermico che reale, in quanto una volta stabiliti dei rapporti tutto ritorna su livelli normali. Certo bisogna ancora lavorare molto". "Positivo - ha continuato - è il rapporto con i fedeli cristiani di altre religioni come quella di Rito Latino, Ortodossa, gli Avventisti del Settimo Giorno, mentre con i Testimoni di Geova e l'Islam non c'è nessun contatto, anche se abbiamo una commissione che si occupa di questi problemi. Con gli islamici ci sono stati dei contatti in occasione della visita a Cesena di Papa Francesco. Nell'occasione mi chiesero uno spazio all'interno della cattedrale, ma tutto era riservato ai cattolici e gli abbiamo dato posto in piazza del Popolo. Il 21 aprile saremo a Roma con le diocesi di Cesena – Sarsina e Bologna per restituire la visita al Santo Padre".

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