Di Maio diserta l'incontro sull'E45, i sindaci: "Scarso rispetto e richieste accolte solo in parte"

In arrivo 8 milioni per lavoratori e imprese già sospese, ma per quelle in difficoltà il summit è un nulla di fatto

C'è stato l’atteso incontro al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, convocato per il pomeriggio di martedì, per discutere delle misure di emergenza a favore dei territori colpiti dalla chiusura della E45. A far notizia l'assenza del ministro Luigi Di Maio. I sindaci della Valle del Savio definiscono l'incontro "solo in parte positivo", proprio per l'assenza del ministro. "Il Ministero del Lavoro si è impegnato a garantire contributi per 8 milioni ai lavoratori ed alle imprese già sospese. Nulla ha invece potuto decidere, perché la competenza è del Ministero dello Sviluppo economico, sempre retto da Di Maio, per le tante imprese artigianali, commerciali, turistiche, dell’autotrasporto in difficoltà. È un rimpallo di responsabilità tra Ministeri che ci ha amareggiati".

Non nascondono la loro insoddisafazione i sindaci, dopo il summit nella Sala Giugni, individuata come sede dell’incontro, alla presenza del vice capo di Gabinetto del Ministero, Pasquale Staropoli, dei rappresentanti delle Regioni Emilia-Romagna, Toscana ed Umbria e di una folta delegazione di amministratori romagnoli (Paolo Lucchi, sindaco di Cesena; Marco Baccini, sindaco di Bagno di Romagna; Monica Rossi, sindaco di Mercato Saraceno; Enrico Cangini, Sindaco di Sarsina; Enrico Salvi, sindaco di Verghereto; Quintino Sabattini, sindaco di Sogliano al Rubicone; Guglielmino Cerbara, sindaco di Sant’Agata Feltria; Valerio Cangini in rappresentanza del mondo delle imprese; Roberto Salvi in rappresentanza del mondo del lavoro, assieme a Marcello Borghetti), oltre che dei Sindacati nazionali e di Inps, si è tenuto un incontro basato sulla evidenza dei problemi in campo.

“Attendavamo da tempo questa convocazione - sottolineano i sindaci Lucchi, Baccini, Cangini, Salvi e Rossi presenti all’incontro per l’Unione Valle Savio - e pensavamo di poterci confrontare con il Ministro Di Maio, ma così non è stato, poiché il Governo era rappresentato dal vice capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro Pasquale Staropoli. Un segno di scarsa attenzione da parte del Ministro, dopo che l’incontro era stato richiesto da 22 Sindaci romagnoli, toscani ed umbri, che francamente ci ha molto sorpreso e che ha anche causato un 'nulla di fatto' per una parte delle nostre richieste". 

"Quel che ci interessava era di 'portare a casa' risorse per le imprese del nostro territorio (quelle dell’autotrasporto, in particolare, che con la chiusura dell’E45 hanno un danno mensile valutabile secondo Unioncamere Emilia-Romagna di circa 5 milioni di euro e quelle del turismo, che pagano dazio per quasi 800mila euro al mese). Non vogliamo infatti che questa fase di difficoltà si consolidi con un indebolimento della nostra economia, cui non vogliamo assistere con le mani in mano. E così è stato solo in parte, purtroppo. Infatti, mentre il Ministero del Lavoro si è impegnato ad inserire nel “Decretone sul reddito di cittadinanza e quota 100”, un emendamento che per noi varrà 8 milioni di euro, destinato ai lavoratori in cassa integrazione, ad orario ridotto di lavoro ed alle imprese che hanno già sospeso la loro attività, nulla invece, poiché la competenza è del Ministero dello Sviluppo economico, si è potuto decidere per le imprese (e sono tante) che si trovano in difficoltà, che stanno sostenendo costi aggiuntivi, che in questi mesi hanno visto crollare il loro fatturato". 

"Durante l’incontro - proseguono i primi cittadini - per quelle imprese ci si è detto che dovremo chiedere un nuovo incontro. Sempre al Ministro Di Maio il quale, evidentemente, oltre ad essere assente, non si è preoccupato neppure di coordinare i suoi Ministero. Francamente ci saremmo aspettati più concretezza e maggior rispetto per le imprese del cesenate. Ma così non è stato purtroppo". 

"Noi non molliamo - concludono - e già domattina chiederemo un nuovo incontro al Ministro Di Maio, il quale non potrà che affrontare sul serio una situazione che sta mettendo in difficoltà sin troppe imprese”.

L'assessore Gazzolo: "Alcuni problemi restano sul tavolo"

“Quello preso dal Ministero è senza dubbio un impegno importante per i lavoratori e le loro famiglie- afferma l’assessore regionale all'ambiente Paola Gazzolo- di fronte a una richiesta che con le comunità locali avevamo avanzato ormai da diverse settimane. Noi stessi come Regione abbiamo sostenuto i territori su questo, con un primo stanziamento urgente di 250.000 euro, ed è positivo che venga ora riconosciuta la cifra da noi richiesta, cioè 8 milioni di euro necessari per attivare per sei mesi gli ammortizzatori sociali, indispensabili per integrare il reddito delle persone. Un esito positivo accanto al quale, però, restano ancora senza risposte le richieste che, dagli stessi territori, erano arrivate rispetto alle aziende che non hanno chiuso ma che vedono fatturati e introiti crollare, con perdite quotidiane, in particolare nel settore dell’autotrasporto".

"Non era presente il ministro e vicepremier Di Maio, come avevano chiesto gli amministratori locali, e il Ministero del Lavoro si è attenuto unicamente al tema degli ammortizzatori sociali, sebbene il sostegno alle imprese in difficoltà fosse stato comunque posto in vista dell’incontro col vicepremier. Prendiamo dunque atto da un lato di una risposta certamente positiva, ma dall’altro- sottolinea Gazzolo- di problematiche che restano tutte sul tavolo. Chiediamo quindi al Governo di intervenire anche su questo con altrettanta concretezza e ci associamo agli amministratori locali nel chiedere subito al ministro Di Maio un nuovo incontro, per affrontare una situazione che di giorno in giorno si aggrava”.

Il commento del M5S 

Andrea Bertani, Marco Croatti e Carlo De Girolamo commentano l’esito dell’incontro. “La Regione ha perso talmente tanto tempo a creare un’inutile polemica sui presunti ritardi dell’intervento del Governo per i territori colpiti dalla chiusura dell’E45 che alla fine ha presentato una richiesta di sostegno incompleta che esclude incredibilmente i lavoratori autonomi. Lavoratori per i quali, invece, il Governo era già pronto a stanziare delle risorse. Adesso vogliamo vedere con quale faccia Bonaccini e l’assessore Gazzolo parleranno ancora di capacità e competenza nel descrivere il loro lavoro”. È questo il commento di Andrea Bertani, Marco Croatti e Carlo De Girolamo, riguardo all’esito dell’incontro che si è tenuto questo pomeriggio al ministero del Lavoro per la situazione dell’E45 e che ha visto la partecipazione dei sindaci della Valle del Savio, dei sindacati e dai rappresentati delle tre regioni interessate dalla chiusura della strada: Emilia-Romagna, Toscana e Umbria.

 “Il ministero si è mostrato ampiamente disponibile ad attivare fin da subito gli ammortizzatori sociali inserendoli all’interno del ‘decretone’ in aula già alla fine di questa settimana, dando così una reale e concreta risposta a una richiesta che, come è stato ricordato durante l’incontro, è arrivata sul tavolo del ministro Di Maio meno di 15 giorni fa e che faceva espressamente richiesta dell’istituzione di un tavolo per gli ammortizzatori sociali – aggiungono i tre esponenti del Movimento 5 Stelle – Peccato però che il ministero però, quasi certamente, sarà obbligato a fare addirittura meno di quanto non sia nella propria disponibilità visto che la richiesta di sostegno economico inoltrata dalla Regione ha preso in considerazione solo i lavoratori subordinati e non quelli autonomi. Se per i primi, infatti, si profila dunque il ricorso alla cassa integrazione all’interno delle imprese che ne faranno richiesta, per quelli autonomi e le partite IVA non sarà possibile usufruire del contributo una tantum di 5000 euro così come fatto, per esempio, per la zona di Genova dopo il crollo del ponte Morandi. 

"I tecnici del ministero hanno però dato la propria disponibilità a rimediare al più presto a questa mancanza dando alle Regioni, e in particolare all’Emilia-Romagna, la possibilità di integrare la richiesta presentata nei giorni scorsi. Ma si tratta di una corsa contro il tempo che, a questo punto, speriamo si possa concludere positivamente. Se ciò non dovesse avvenire però sarebbe davvero un’autentica beffa per quei lavoratori della Valle del Savio che di fatto sono stati dimenticati da Bonaccini e dalla sua approssimazione. Una realtà che dimostra come il presidente di una regione importante come l’Emilia-Romagna abbia ormai rinunciato a lavorare per l’interesse dei cittadini per costruire a tavolino polemiche inutili e politicamente strumentali contro il Governo”, concludono Bertani, Croatti e De Girolamo. 

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