Animali selvatici, dal 2012 oltre 100 incidenti: la Regione richiama i cacciatori

L'86,7% degli incidenti vede coinvolti i caprioli, che non disdegnano le zone pianeggianti, con 4.114 casi concentrati lungo la via Emilia

Quasi mille incidenti stradali all'anno a causa di cinghiali, daini, cervi e soprattutto caprioli. Una strage che spesso passa sotto silenzio ma che emerge dai numeri diffusi dalla Regione Emilia-Romagna. Gli animali selvatici sono stati responsabili, tra il 2012 e il 2017, di almeno 4.745 incidenti stradali. L'"almeno" e' doveroso perche' i dati provengono dai centri di recupero degli animali selvatici convenzionati con la Regione, dunque non tengono conto di tutti quei casi in cui l'automobilista non segnala l'episodio o comunque i centri non vengono interpellati. Altro dato allarmante: gli incidenti non si verificano in strade di montagna. L'86,7% degli incidenti vede coinvolti i caprioli, che non disdegnano le zone pianeggianti, con 4.114 casi concentrati lungo la via Emilia, mentre l'8,4% e' causato dai cinghiali (400). Infine, daini e cervi contribuiscono complessivamente con 231 incidenti, il 4,8%.

Il 39,3% degli incidenti (1.864) si registra nella provincia di Reggio Emilia, segue Bologna con il 18,8% (892 incidenti), Parma con il 11,6% (551), Rimini con l'11,1% (526 incidenti), Modena con il 9,5% (449), Piacenza con il 6,1% (290), Forli'-Cesena con l'2,8% (135) e Ravenna con l'0,5% (22). Il numero piu' basso (16 incidenti) e' naturalmente nella provincia di Ferrara. Il periodo dell'anno dove si registrano piu' incidenti e' la primavera, stagione di accoppiamento per gli animali selvatici. Ma un secondo picco si registra tra ottobre e fine gennaio, probabilmente a causa della caccia, che spinge gli animali a spostarsi. Ma non e' per questo che l'assessore regionale all'Agricoltura, Simona Caselli, tira le orecchie ad una parte dei cacciatori. "Una parte del mondo venatorio- spiega durante la conferenza stampa tenuta oggi in viale Aldo Moro- gradisce l'abbondanza di cinghiali nei tre mesi di apertura della caccia, anziche' impegnarsi tutto l'anno".

Anche perche' gli animali cacciati al di fuori della stagione venatoria restano di proprieta' dello Stato e quindi scompare una parte dell'incentivo a dare la caccia agli ungulati per tutti i 12 mesi. Ma cosa fa l'Emilia-Romagna per frenare lo stillicidio di incidenti sulle strade? Dal 2014 e' in corso una sperimentazione tra cinque dei tratti piu' pericolosi, tra cui la Marecchiese nella zona di Ponte messa nel riminese e la statale 23 nel reggiano (Comune di Quattrocastella). Ebbene, sensori e dissuasori acustici stanno dando risultati incoraggianti, facendo ridurre o azzerando completamente gli incidenti nei tratti dove sono stati installati. "Nulla vieta di fare corridoi di attraversamento come e' stato proposto- sottolinea Caselli- ma bisogna tenere conto che gli animali cambiano abitudine. Quindi dobbiamo usare il piu' possibile gli strumenti di dissuasione che abbiamo a disposizione e tenere gli animali selvatici nei numeri previsti. Speriamo che la ricerca scientifica ci dia una mano per la sterilizzazione, la soluzione che preferiamo, ma al momento servono prelievi controllati". Il punto, sottolinea ancora l'assessore, e' che il numero dei cacciatori sta calando, rendendo sempre piu' difficile il contenimento di questi animali. (fonte Dire)

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