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Pantani vittima delle scommesse illegali della malavita? La Procura riapre il vecchio caso

Si riaprono i vecchi fascicoli sulla morte di Marco Pantani. Dopo quello relativo alla morte del Pirata, da parte della Procura di Rimini, anche quella di Forlì conferma di aver tirato fuori dagli archivi un vecchio fascicolo relativo ad una possibile associazione a delinquere

Si riaprono i vecchi fascicoli sulla morte di Marco Pantani. Dopo quello relativo alla morte del Pirata, da parte della Procura di Rimini, anche quella di Forlì conferma di aver tirato fuori dagli archivi un vecchio fascicolo, all’epoca archiviato senza presunti responsabili, relativo ad una possibile associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Per ora non ci sono nuovi elementi di novità, se non quelli contenuti negli atti di una decina di anni fa.

L’indagine riprenderebbe il filo interrotto di una confidenza del criminale Renato Vallanzasca, che nel carcere di Milano-Opera venne avvisato di scommettere pesantemente sulla sconfitta del Pirata. La “dritta” perveniva dal mondo della camorra campana. In sostanza, Pantani, in occasione del Giro del 1999, quello che lo vide escluso dalla corsa a Madonna di Campiglio con l’accusa di doping per un valore di ematocrito leggermente più alto del consentito, sarebbe stato vittima di un tentativo di inquinamento della corsa agonistica da parte di grossi scommettitori collegati alla malavita organizzata.

Un’ipotesi, tra l’altro, sempre sostenuta dalla madre Tonina, che in passato ha ricordato le minacce che Pantani stava subendo proprio nei giorni precedenti ai concitati eventi di Madonna di Campiglio. A riportare la notizia della riapertura del fascicolo è la Gazzetta dello Sport, che precisa che il nuovo fascicolo è nelle mani del procuratore capo Sergio Sottani e del sostituto procuratore Lucia Spirito, della Procura della Repubblica di Forlì.

L'iniziativa della Procura è stata sollecitata dal legale della famiglia Pantani, l'avvocato De Rensis, in contemporanea alla richiesta di riapertura dell'inchiesta a Rimini. Gli inquirenti, a riguardo, hanno interrogato nel riserbo sia la mamma di Marco Pantani sia il giornalista sportivo Davide De Zan. Altri riscontri sono in corso e se emergesse realmente l'ombra delle scommesse pilotate dalla malavita, il fascicolo passerebbe in mano alla Direzione Anti-mafia di Bologna, competente per i reati della malavista organizzata.

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