Inchiesta Gesturist, il Pd replica: "La scissione era un'operazione obbligata"

"Abbiamo accolto con serenità la notizia relativa alla richiesta dei rinvii a giudizio collegati alle indagini sulla scissione della società Gesturist SpA. Oltre la metà degli indagati sono stati esclusi dall'inchiesta. Siamo convinti della regolarità dell'operazione"

“Abbiamo accolto con serenità la notizia relativa alla richiesta dei rinvii a giudizio collegati alle indagini sulla scissione della società Gesturist SpA. Al riguardo constatiamo che al termine delle indagini preliminari oltre la metà degli indagati sono stati esclusi dall’inchiesta. Siamo convinti della regolarità dell'operazione messa in atto dall'amministrazione guidata dall'allora Sindaco Nivardo Panzavolta e - in attesa della decisione del Giudice dell'Udienza Preliminare - ribadiamo che , in quanto dirigenti del Partito Democratico di Cesenatico, siamo i primi ad essere interessati a che venga fatta la massima chiarezza sulla  regolarità delle operazioni di scissione”: è la nota del Pd di Cesenatico, firmata dal Segretario Mario Drudi e dal capogruppo Matteo Gozzoli, in merito alla notizia della richiesta di sei rinvii a giudizio nell’inchiesta Gesturist.

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Tra questi anche l’ex sindaco Nivardo Panzavolta: “Come già é successo in passato ribadiamo la massima fiducia e il massimo rispetto per l'operato della Magistratura. Vista la complessità dell’operazione di scissione di Gesturist e quindi anche delle relative indagini, riteniamo negativa la competizione messa in campo da alcuni soggetti politici per aggiudicarsi la paternità della vicenda, cercando di strumentalizzare le notizie e dimenticando che la scissione era un'operazione obbligata in quanto il Comune non poteva più detenere attività commerciali e non poteva continuare ad affidare servizi manutentivi senza gara. A movimenti politici che addirittura si propongono di costituirsi parte civile nel processo avanziamo dubbi di legittimità riguardo a questa proposta e ricordiamo che viviamo in uno Stato di diritto e non in uno Stato etico”.

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