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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Avvocati, professionisti e insegnanti con falsi certificati medici per l'esonero di vaccini e mascherina: 21 indagati

Tutti loro hanno ricevuto nei giorni scorsi gli avvisi di conclusione delle indagini che permette agli indagati di produrre proprie memorie a discolpa prima di un'eventuale richiesta di rinvio a giudizio

Non c'erano solo certificati di esonero dall'uso della mascherina, ma anche altre certificazioni mediche che esoneravano il paziente dalla vaccinazione anti-Covid. E' quanto è emerso nel corso delle 13 perquisizioni operate dalla Digos della Questura di Forlì nell'ambito dell'inchiesta che vede 21 indagati per un giro di certificati medici ritenuti fasulli e intestati a persone in gran parte appartenenti alla galassia “no mask” e “no vax” di Forlì e Cesena.

Tra gli indagati un esponente politico

Un giro di certificati ritenuti falsi

Figura centrale dell'inchiesta è il medico Roberto Santi, 68 anni di Sestri Levante (Genova). Le ipotesi investigative, ancora al vaglio, è che in Italia siano in circolazione centinaia di certificati medici sospetti rilasciati dal medico ligure, nel frattempo sospeso lo scorso 22 ottobre dell'Ordine dei Medici di Genova. L'indagine della Procura della Repubblica di Forlì (pm Lucia Spirito) si è appuntata in particolare su 26 certificati di esenzione emessi nei confronti di 20 richiedenti (alcuni lo hanno fatto anche per i figli minorenni) quasi tutti della provincia di Forlì-Cesena. Altre due posizioni sono state stralciate e sono ancora al vaglio dell'autorità giudiziaria per ulteriori approfondimenti.

Tra di loro  ci sono professionisti come operatori sanitari, avvocati, politici, commercianti e ingegneri. Tutti loro hanno ricevuto nei giorni scorsi gli avvisi di conclusione delle indagini, quello che in gergo viene definito “avviso di garanzia” e che permette agli indagati di produrre proprie memorie a discolpa prima di un'eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Il medico è indagato per falso ideologico, mentre i 20 pazienti sono indagati per ricettazione e in 8 casi anche per uso di atto falso. 

Tra i 26 certificati, in particolare, spiccano 6 documenti in cui viene rilasciata anche un esonero dalla vaccinazione covid, di cui 3 diretti a personale sanitario, per il quale la vaccinazione è obbligatoria, e altri 3 a commercianti. Uno dei sanitari in questione risulta già sospeso dall'Ausl Romagna. Altri 4 certificati, invece, sono stati esibiti in scuole di Forlì e di Cesena per l'esonero dall'uso della mascherina di un insegnante e 3 bambini. In un caso dall'interno degli uffici scolastici sono scattati approfondimenti presso l'Ausl Romagna per verificare la veridicità del certificato.

L'origine dell'inchiesta

L'indagine della Digos, guidata da Enrico Gardini, è partita lo scorso mese di aprile, in piazza del Popolo a Cesena, quando un manifestante senza mascherina esibisce un certificato di esenzione sospetto in occasione di un appuntamento dei 'No paura day' (le manifestazioni ora contro i provvedimenti restrittivi del governo, ora contro le mascherine e via via contro green pass e vaccini, ce ne sono state finora 35). Tale certificato era stato rilasciato da Santi, che tra l'altro aveva partecipato mesi prima come relatore al primo 'No paura day' lo scorso 21 novembre 2020. Il documento è stato immediatamente sequestrato, assieme ad un altro, entrambi intestati a due forlivesi.

“Da qualche tempo circolava nelle chat del mondo no vax locale la voce della disponibilità di certificazioni di esonero di un medico compiacente”, spiega lo stesso Gardini. Ma a far carburante all'inchiesta senza dubbio anche il fatto che una gran massa di persone di Forlì e Cesena si fosse rivolto non al proprio medico di base, ma ad un medico di fuori territorio per ottenere un'esenzione, per altro avuta, secondo le indagini, senza alcuna visita medica. “Chi necessita di una certificazione medica normalmente non si rivolge ad un professionista distante centinaia di chilometri”, ragiona Maurizio Maccora, capo di gabinetto della Questura di Forlì. 

Come venivano prodotti i falsi certificati

Secondo quanto emerso dalle indagini i certificati medici in questione venivano rilasciati al richiedente che mandava una e-mail ed effettuava un bonifico dai 50 agli 80 euro per la consulenza. A quel punto veniva inviato, sempre via e-mail il certificato, spesso e volentieri nel giorno stesso, per le ipotesi investigative senza alcun accertamento medico. Certificati, secondo l'inchiesta, non grossolani e atti a trarre in inganno sia gli operatori di polizia nei controlli di routine, sia ancora di più operatori non esperti, per esempio il personale posto all'ingresso di cinema e teatri. I 20 utilizzatori dei falsi certificati non sono tutti manifestanti o appartenenti alla galassia conosciuta dei 'no vax', spiegano dalla Questura. 

E' emerso che i certificati erano tutti uguali, cambiando solo il nome dell'intestatario. E d'altra parte non indicavano neppure la patologia all'origine della controindicazione e per la quale era quindi certificato l'esonero dall'uso della mascherina o addirittura dal vaccino. I certificati si limitavano invece ad elencare una serie generica di malattie o condizioni fisiche per le quali era possibile l'esonero.

La sorpresa maggiore è emersa in particolare nella fase finale dell'indagine dove, nel corso di 13 perquisizioni, sono emersi anche 6 certificati di esonero dalla vaccinazione per non meglio precisate allergie, anch'essi tutti uguali. Di questi 3 sono intestati a personale sanitario, che avevano invece l'obbligo del vaccino anti-Covid. Gli atti, va precisato, non sono poi stati utilizzati in quanto superati dalla normativa successiva, che prevede che l'esonero al vaccino sia certificato esclusivamente su moduli prestabiliti dall'Ausl. All'esito dell'inchiesta la Procura non ha inteso richiedere misure cautelari anche per effetto della sopraggiunta sospensione cautelare operata, per i medesimi sospetti, dall'Ordine dei Medici di Genova nei confronti del professionista.

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