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Morte Pantani, mamma Tonina: "La nostra battaglia è tutt'altro che finita"

Dura mamma Tonina: "Il caso chiuso mi ha fatto infuriare. Più mi scontro con situazioni come queste, più mi viene voglia di andare avanti"

"Non chiedevamo che ci dessero ragione, chiedevamo di sapere la verità. E la verità ancora non ce l'hanno ancora detta. Per questo la nostra battaglia è tutt'altro che finita". L'avvocato Antonio De Rensis e Tonina Pantani hanno risposto alla Procura di Rimini, che ha archiviato l'inchiesta bis relativa alla morte dell'indimenticato ciclista cesenaticense, avvenuta il 14 febbraio del 2004, stabilendo che il decesso del "Pirata" è avvenuto per overdose.

"Ricorreremo in Cassazione - ha spiegato De Rensis in occasione della presentazione del film 'Il Caso Pantani', che si è tenuto martedì sera al Palazzo del Ridotto - e lo faremo per illogicità delle motivazioni. Dopo anni di attesa ci ritroviamo con argomentazioni che ci lasciano basiti". Dura mamma Tonina: "Il caso chiuso mi ha fatto infuriare. Più mi scontro con situazioni come queste, più mi viene voglia di andare avanti. Non ci fermeremo: voglio la verità. Spero che ora qualcuno dica quello che sa".

Alla serata erano presenti in collegamento televisivo anche Francesco Ceniti (Gazzetta dello Sport) e Davide de Zan (Mediaset). Durante i loro interventi, molto applauditi dal pubblico, hanno ripercorso i tratti principali della vicenda Pantani ribadendo l'importanza della realizzazione di questo film che si svilupperà parallelamente alla ricerca della verità anche in sede processuale. "Il Caso Pantani" sarà un film d'inchiesta che ripercorrerà la storia di Marco Pantani alla luce delle novità emerse in questi ultimi due anni, con lo scopo di restituire dignità e giustizia  al campione romagnolo e fare luce sulla sua triste vicenda.

Commenta il regista Domenico Ciolfi: "La storia di Pantani é più che mai di attualità ed è una storia che chiede di essere raccontata. Ad oggi esistono ancora troppe ombre sugli ultimi anni di vita del campione romagnolo, a partire dal 5 luglio a Madonna di Campiglio - e il coinvolgimento della criminalità organizzata  nella decisione di escludere Marco dal giro d’Italia - fino alla morte in un residence di Rimini, in un contesto che ad oggi lascia ancora troppi dubbi. Credo che come cittadini abbiamo un debito con questo ragazzo, è il momento di chiudere il cerchio su questa storia, impegnandosi nella ricerca della verità e cercando di rimarginare la ferita ancora aperta che l’Italia, e tutto il mondo dello sport, hanno con uno dei suoi miti più leggendari". Il film sarà girato quasi interamente in Romagna, le riprese partiranno nei prossimi mesi.

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