Traffico illecito di virus per produrre vaccini contro l'aviaria: 41 richieste di rinvio a giudizio

Un giro illecito e clandestino di virus da utilizzare per la produzione di vaccini per debellare l'infezione dell'aviaria: è quanto ipotizza la Procura della Repubblica di Roma che ha chiesto 41 rinvii a giudizio tra funzionari pubblici e manager privati per una vicenda che lambisce anche Cesena

Un giro illecito e clandestino di virus da utilizzare per la produzione di vaccini per debellare l'infezione dell'aviaria: è quanto ipotizza la Procura della Repubblica di Roma che ha chiesto 41 rinvii a giudizio tra funzionari pubblici e manager privati per una vicenda che vede come capi di accusa reati quali l’associazione per delinquere, la corruzione, la ricettazione e la somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica.
 

Sarà ora il giudice per udienza preliminare a decidere se mandare le 41 persone a processo, tra queste anche una parlamentare di Scelta Civica, Ilaria Capua, già responsabile del Laboratorio di virologia del Centro nazionale per l'influenza aviaria. Nel gruppo anche Romano Marabelli, segretario generale del ministero della Salute che si è autosospeso e che chiederà già direttamente in udienza preliminare di essere giudicato in quella sede con il rito abbreviato.
 

L'inchiesta curata dal procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo dopo che per accertamenti è emerso l'esistenza di un vero e proprio giro di affari legato al traffico illecito di virus. In sostanza questi virus sarebbero arrivati illegalmente dall’Asia per riuscire ad approntare dei vaccini ad uso veterinario, il tutto senza una necessaria autorizzazione ministeriale. Questi prodotti sarebbero stati poi commercializzati e somministrati agli animali durante un’influenza aviaria nel Nord Italia.
 

In questa vicenda, gli inquirenti avrebbero individuato almeno due cessioni presuntamente illecite di virus. In un caso un manager di una società di farmaci veterinari non romagnola nell’aprile del 1999 avrebbe ricevuto nella sua abitazione di Cesena  un virus di influenza aviaria patogeno denominato H9. Proveniente dall'Arabia Saudita, dove era stato portato dagli Usa, il virus è arrivato a Cesena per la Procura in via illecita. Ilaria Capua, invece, aveva nelle sue disponibilità un altro ceppo virale di origine pakistana denominato H7N3, che avrebbe ceduto sempre alla società veneta per la Procura dietro il pagamento di una somma elevata.

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