Dà fuoco e distrugge un chiosco di piadina, confessa dopo oltre un anno

Ha un nome e cognome l'autore di un rogo avvenuto il 14 ottobre del 2012. A Budrio di Longiano, sulla via Emilia, andò a fuoco il chiosco di piadina "L'Arcobaleno" alle prime ore dell'alba

Una notte di arrabbiatura e qualche bicchiere di troppo: sono questi gli ingredienti per un incendio tanto distruttivo quanto immotivato ai danni di un chiosco di piadina, che rimase semi-distrutto dalle fiamme. Ha un nome e cognome l'autore di un rogo avvenuto il 14 ottobre del 2012. A Budrio di Longiano, sulla via Emilia, andò a fuoco il chiosco di piadina “L'Arcobaleno” alle prime ore dell'alba. Inizialmente si pensò che si trattasse di un corto circuito, ma poi andando a spulciare le immagini di videosorveglianza emerse netta la figura di un uomo che si avvicinava e dava fuoco alla struttura.

Purtroppo le indagini al momento non permisero di riconoscerlo, ma il caso non è mai stato chiuso. E rimase col punto interrogativo anche il motivo del gesto, tanto che il proprietario negava di avere nemici che potessero serbargli rancore. Recentemente, gli uomini del Commissariato di Cesena, nel loro lavoro sul territorio, hanno raccolto alcune indiscrezioni e sono riusciti ad individuare l'autore del gesto. Una volta isolata la sua fotografia, la comparazione con quelle immagini di videosorveglianza hanno dato esito positivo: era la stessa persona. Messa alle strette l'uomo ha confessato, ammettendo anzi di essersi liberato di un peso che da troppo tempo si portava appresso. Si tratta di un cesenate di 35 anni, sconosciuto alle forze dell'ordine.

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Per quale motivo ha dato fuoco a quel chiosco? A tratti allucinante il suo racconto: “Ero arrabbiato e avevo bevuto troppo, non c'è stato un vero motivo”, ha spiegato agli agenti, negando di avercela con il titolare del chiosco. Ed è così che ha spiegato di aver preso dei giornali, di averli messi in un angolo e di aver dato fuoco a questi con l'accendino e quindi di essersene andato. Il giorno dopo, ripassando, si sarebbe accorto della devastazione provocata e di essere rimasto impressionato. Un “fardello” che si è portato dietro da tempo, ma non a tal punto da andare a confessare da solo. Ma quando la polizia gli ha bussato alla porta di casa, lui alla fine ha vuotato il sacco, chiedendo scusa. Dovrà rispondere del reato di incendio doloso.

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