Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

T-Red, sballata la previsione di 1,5 milioni di incassi da multe. Ma era sufficiente il confronto con le città vicine

Il dato conferma quanto CesenaToday aveva segnalato un anno e mezza fa, andando a confrontare la previsione del Comune di Cesena, totalmente fuori scala, rispetto a quanto incassato dalle città vicine

Il caso dei T-Red ai semafori di Cesena è salito agli onori delle cronache nazionali, dopo che la trasmissione "Mi manda Raitre" ha messo a confronto i multati che hanno vinto il ricorso e l'assessore Luca Ferrini, alla presenza anche di un avvocato esperto della materia stradale. Non è che l'apice di numerose proteste, seguite da ricorsi intentati al giudice di pace e vinti dai cittadini, in particolare per la linea di arresto eccessivamente arretrata rispetto al semaforo e alle strisce pedonali, per cui è facile oltrepassarla per disattenzione, anche se di fatto - oltre alla trasgressione formale - non si arreca alcun intralcio né pericolo alla circolazione. Tuttavia tale passaggio viene comunque colto dal sistema elettronico che fa scattare la multa.

Il codice della strada impone che tale linea sia a un metro dal bordo delle strisce pedonali, ma per esempio all'incrocio tra la via Emilia e corso Cavour la linea trasversale di arresto è arretrata anche di oltre tre metri, per cui, pur fermandosi prima della lanterna rossa del semaforo, spesso si rischia di scavalcare la linea di arresto, come succede soprattutto ai motocicli, che tendono a posizionarsi prima delle auto in colonna per ripartire più velocemente.

Ma oltre al pasticcio delle multe che rischiano di essere invalidate a pioggia, dalla pratica dei T-red emerge uno squilibrio nelle previsioni di bilancio del Comune, dato che erano stati previsti ben un milione e mezzo di euro in arrivo nelle casse comunali grazie a tali dispositivi, somma che si è ridotta in realtà a 350mila euro. A Cesena ci sono 6 T-Red attivi. "Dovevano portare circa 350mila euro per ogni apparecchio, ma nel 2020 abbiamo appurato che tutti e sei insieme portano più o meno questa somma", ha spiegato Ferrini alla trasmissione della Rai.

Il dato conferma quanto CesenaToday aveva segnalato un anno e mezza fa, andando a confrontare la previsione del Comune di Cesena, totalmente fuori scala, rispetto a quanto incassato dalle città vicine, che già hanno attuato tali sistemi negli anni precedenti. L'assessore Ferrini, spiegando il dato a consultivo del 2020 indica in circa 6 volte meno l'incasso realizzato con le sanzioni originate dall'occhio elettronico posto ai 6 incroci semaforici per reprimere il passaggio col rosso, ma anche solo lo scavalcamento della striscia trasversale di arresto. Il dato non è dissimile dalla previsione indicata un anno e mezzo fa col mero confronto con le realtà vicine.

A Forlì, città che ha una struttura di traffico simile a Cesena, e di conseguenza anche il livello di infrazioni ai semafori, sono presenti otto di questi dispositivi di rilevamento automatico delle infrazioni. Dai dati forniti dal Comune di Forlì emergeva che ogni dispositivo riusciva a capitalizzare in sanzioni circa 53mila euro, vale a dire in linea coi 55-60mila euro fruttati a Cesena per ognuno dei suoi apparecchi, e non 350mila euro come ci si aspettava. Che il dato fosse fuori da ogni previsione emergeva chiaramente anche dal confronto col Comune di Rimini, che ha quattro impianti collocati su alcuni degli incroci cittadini più trafficati regolati da impianto semaforico. In questo caso dai dati forniti dal comune di Rimini ogni apparecchio permetteva un gettito di circa 160mila euro, meno della metà di quanto previsto a Cesena. E Rimini, a differenza di Forlì e di Cesena, ha un traffico meno fluido, con più incroci semaforici e soprattutto molto traffico automobilistico di transiti sporadici e non abitudinari di turisti, di visitatori e operatori fieristici, inoltre alcuni impianti sono stati posizionati su strade di grande traffico di passaggio anche di non residenti, come per esempio la superstrada per San Marino.

All'epoca l'assessore Luca Ferrini giustificò lil grande divario sostenendo che "gli uffici del Comune hanno fatto un calcolo, una stima, che si basa su dati oggettivi e su simulazioni che vedono in campo la Polizia Locale", e spiegava il maggior gettito col fatto che in una fase iniziale dell'installazione di tali apparecchi le sanzioni sono maggiori in quanto solo successivamente chi si ritrova a passare dallo stesso punto adotta comportamenti più corretti alla guida, ma alla fine il dato del gettito, non elevato, è rientrato nella media - come era largamente prevedibile per motivi matematici e non politici -, con valori di molto inferiore a Rimini e in linea con Forlì.

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