Inaugurato il primo museo dedicato alla musica meccanica

Un taglio del nastro affollato e appassionato, quello avvenuto al pomeriggio di sabato pomeriggio a Villa Silvia-Carducci, a Lizzano di Cesena

Un taglio del nastro affollato e appassionato, quello avvenuto al pomeriggio di sabato pomeriggio a Villa Silvia-Carducci, a Lizzano di Cesena. Infatti, alla presenza del Sindaco di Cesena Paolo Lucchi, degli Assessori Elena Baredi (Cultura) e Matteo Marchi (Turismo), di Franco Severi, Presidente di AMMI – Associazione Italiana Musica Meccanica, e dell’ospite d’onore Philippe Daverio, è stato inaugurato Musicalia, il primo museo dedicato esclusivamente alla musica meccanica.

Dopo l’apprezzata visita guidata attraverso le sette sale del Museo, gremite di visitatori che hanno potuto godere della competenza dei volontari del Conservatorio “B. Maderna” di Cesena e di Franco Severi, si sono tenuti gli interventi dello stesso Severi, del Sindaco, dell’Assessore al Turismo e di Philippe Daverio, coordinati da Manuela Veronesi, responsabile della Biblioteca AMMI.

Il Sindaco Lucchi e l’Assessore Marchi hanno ribadito la gratitudine per l’impegno speso da AMMI nella creazione del Museo, che hanno definito «una delle quattro eccellenze culturali e turistiche di Cesena, assieme alla Biblioteca Malatestiana, alla Rocca e all’Abbazia del Monte». Franco Severi ha ripercorso con passione e anche con emozione la storia che ha portato alla nascita dell’Associazione Italiana Musica Meccanica e alla creazione del Museo. Philippe Daverio, grande appassionato ed esperto di musica meccanica oltre che celebre critico d’Arte, ha tenuto un’interessante intervento sulle caratteristiche cruciali che un Museo deve avere per “funzionare”: il concept, la ricerca, la comunicazione e prima di tutto, conditio sine qua non per la sua stessa nascita, “l’uomo”, ovvero una figura di riferimento che con passione (e un pizzico di sana follia...) porti avanti il progetto. Ccaratteristiche che il Museo Musicalia ha, senza dimenticare però che «la sfida per farlo vivere comincia ora».

Insomma, dopo lunghi mesi di lavoro, ultimato il complesso restauro della settecentesca Villa Silvia, grazie anche al contributo del Comune di Cesena, dell’AMMI e di importanti partner privati – Gruppo Trevi, Mase Generators, Amadori, Assicurazioni Generali, Tomidei, Credito di Romagna, Orogel e Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, Musicalia è finalmente una realtà. Ospitato all’interno della splendida settecentesca Villa Silvia-Carducci – salotto buono della cultura italiana nella Romagna dell’Ottocento, che ospitò importanti personalità della letteratura, dell’arte, della musica italiane, fra cui Giosuè Carducci, di cui rimane la stanza personale, perfettamente conservata – il museo è un unicum nel panorama internazionale, dato che non ne esistono altri al mondo dedicati esclusivamente alla musica meccanica. Si struttura come un vero e proprio “racconto di cinquecento anni”, sviluppato in sette sale ambientate, per narrare la nascita, lo sviluppo e il tramonto di un grande fenomeno culturale, quello della musica meccanica.

Vi trovano spazio una tenda da guerra cinquecentesca che ospita il Tamburo Meccanico disegnato da Leonardo da Vinci; un salotto di fine Ottocento con strumenti utilizzati nelle abitazioni del tempo, una “strada” con strumenti su carrettino o a spalla, via via sino alla Sala della Regina. In questa sala, così denominata perché allestita ai primi del Novecento per accogliere la Regina Margherita, è esposto un Piano Melodico (strumento costruito da Giovanni Racca a Bologna e azionato da cartoni forati) appartenuto alla Sovrana.

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Segue una sala dedicata all’invenzione di Thomas Edison: una strumentazione originale per registrare musiche e parlati su cilindri di cera; la hall di un hotel con strumenti a contrappeso e a molla, per terminare infine in una piazza con un grande organo Gavioli, funzionante a cartoni forati. Dopo l’inaugurazione, domenica a Villa Silvia-Carducci si è tenuto un importante convegno internazionale sui progetti di ricerca CAT.MU e SISAR, ovvero sui sistemi di catalogazione musicale e di ascolto e registrazione digitale di tutti i tipi di cilindri chiodati, rotoli musicali e cartoni forati, che l’AMMI ha fortemente contribuito a realizzare.

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