In partenza per Grenoble, 30 scatti del Centro Cinema raccontano gli anni '70

La mostra sarà inaugurata giovedì 7 novembre all'interno della tredicesima edizione del Festival “Rencontres du cinéma italien”

Un fondo fotografico di 70 scatti è in partenza dal Centro Cinema di Cesena per approdare a Grenoble, nel Sud Est della Francia. L’occasione è fornita dalla tredicesima edizione del Festival “Rencontres du cinéma italien” che sarà aperta ufficialmente sabato 16 novembre fino al 30 novembre. La mostra, la cui inaugurazione è però prevista per giovedì 7 novembre, si intitola “Guardando ai '70” e si compone di una trentina di scatti fotografici che saranno esposti in più luoghi (Douceur cafè, La Passoir de Grenoble, Cinéma Le Club).

“È curioso – commenta Antonio Maraldi del Centro Cinema Città di Cesena – come il decennio dei ’70 non sia stato troppo frequentato dal cinema italiano del nuovo millennio. E quando questo è successo, lo sguardo non è quasi mai stato segnato da rimpianto o nostalgia, anche perché dopo la spensieratezza e l’ottimismo degli anni del boom economico, esplodono in quel periodo problematiche che segnano profondamente la società italiana”.

I ’70 visti dal cinema italiano degli ultimi decenni sono anni duri, caratterizzati da avvenimenti fortemente drammatici sul piano civile come il caso Moro  (Buon giorno, notte di Marco Bellocchio) o come l’omicidio di Peppino Impastato (I cento passi di Marco Tullio Giordana). Sono anni in cui l’impegno politico trova nuove forme di concretizzazione, in particolare a Bologna (Lavorare con lentezza di Guido Chiesa, Paz! Di Renato De Maria). Ma anche altrove si registra un’aria di irrequietezza (Radiofreccia di Luciano Ligabue), con conseguenze inattese (Il fuggiasco di Andrea Manni). Non mancano poi pellicole che toccano la piccola (Io non ho paura di Gabriele Salvatores) e grande criminalità (Romanzo criminale di Michele Placido e la successiva serie tv, diretta da Stefano Sollima). Uno sguardo più conciliante lo si può incontrare in una serie di titoli (da La prima cosa bella di Virzì a Anni felici di Luchetti, passando per Bar Sport di Martelli e La kryptonite nella borsa di Cotroneo) di taglio più quotidiano, anche se il vero “amarcord” del decennio resta Tutto l’amore che c’è di Rubini, tra turbamenti e aspirazioni adolescenziali.

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Tutti questi film sono stati documentati da alcuni dei migliori fotografi di scena delle ultime generazioni, il cui lavoro è raccolto nel fondo CliCiak del Centro Cinema Città di Cesena, da cui provengono le foto esposte.

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