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Imu sui terreni agricoli, i rincari previsti per i Comuni montani non vanno giù

Il Sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini prende posizione duramente contro il Governo in relazione alla revisione delle regole IMU sui terreni agricoli, che va a colpire la gran parte dei cittadini di territorio montani della penisola, compresi quelli del Comune di Bagno

Il Sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini prende posizione duramente contro il Governo in relazione alla revisione delle regole IMU sui terreni agricoli, che va a colpire la gran parte dei cittadini di territorio montani della penisola, compresi quelli del Comune di Bagno di Romagna, nell’appenino tosco-romagnolo. “Sta di fatto – dice il Sindaco Baccini – che il Governo ha deciso di recuperare 350 milioni di euro da destinare alla copertura del “bonus irpef” di € 80,00 dalla revisione delle regole IMU sui terreni agricoli, prevedendo dei criteri che penalizzano in modo irrazionale e irragionevole quelle zone in cui i terreni agricoli invece andrebbero tutelati e valorizzati”.

Proprio al fine di tutelare quelle zone, la disciplina dell’IMU era stata predisposta in modo da escludere dall’applicazione dell’imposta quei terreni situati in zone classificate come “montane” dall’Istat. La bozza di decreto preparata dal Ministero dell’Economia distingue invece i Comuni in tre fasce, riconoscendo l’esenzione totale solo per quei comuni con altitudine superiore ai 600 metri e limitando l’esenzione ai solo coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali nei Comuni con altitudine compresa fra 281 e 600 metri.

“Si tratta  di criteri irragionevoli – precisa il Sindaco Baccini – dettati evidentemente da esclusive ragioni di conti pubblici statali, che colpiscono fortemente i cittadini che vivono in zone montane. Colpiscono – continua Baccini – proprio quei cittadini che, come avviene nel Comune di Bagno di Romagna, nella maggioranza dei casi si impegnano in modo autonomo e autofinanziato a mantenere con opere il territorio ed a preservarlo dal rischio idrogeologico, che sta emergendo nella sua dimensione proprio in questi ultimi mesi”.

“Con queste azioni – rincara il Sindaco di Bagno – il Governo dimostra di non comprendere il valore delle popolazioni delle aree montane, che già rinunciano ai servizi della pianure e delle città per vivere in zone periferiche, ma allo stesso tempo contribuiscono fattivamente a mantenere popolato l’entroterra della penisola ed a garantire la tutela del territorio stesso. Addirittura, la manovra attuata dal Governo va proprio nella direzione opposta rispetto a quella che gli eventi calamitosi degli ultimi mesi stanno suggerendo, ovvero di prevedere la contribuzione da parte delle aree di pianura a favore delle zone montane. Non si è capito che solo la manutenzione delle aree montane, infatti, garantisce le pianure dai fenomeni di dissesto idrogeologico e, proprio partendo da questa consapevolezza, i Sindaci dei comuni montani devono avere il coraggio di alzare la voce e fare valere le proprie istanze. Teniamo conto, infine, che le zone montane sarebbero tanto più da preservare se consideriamo che sono quelle che garantiscono le città e la pianura di risorse fondamentali come quelle boschive e quelle idriche”.

“Il problema è stato quello di procedere senza criterio, non riflettendo su una diversa rimodulazione delle fasce di altezza. Prevedere una stessa fascia – protesta il Sindaco – Comuni con problematiche ed esigenze talmente diverse è un grave errore, che pone dei problemi concreti”.

Alla luce della manovra, l’esenzione IMU per i terreni agricoli rimarrà solo per 1.578 Comuni che si trovano al di sopra di 600 metri, invece dei 3.524 attuali. Gli altri 2.568 Comuni compresi nella fascia tra 281 metri e 600 metri saranno caratterizzati da un’esenzione parziale, limitata ai coltivatori diretti ed agli imprenditori agricoli professionali.

“La conseguenza ancor più grave – chiude il Sindaco – è che i contribuenti dovranno pagare entro il 16 dicembre l’IMU relativa a tutto l’anno, secondo una previsione che arriva a 19 giorni dalla scadenza del saldo IMU. Un grave problema sia per i proprietari che per i Comuni che si vedranno diminuire il fondo di solidarietà a fronte di un nuovo tributo da recuperare nelle tasche dei propri cittadini”.

“Mi farò portavoce di questa problematica tra i Sindaci dei comuni limitrofi che si trovano ad affrontare le stesse problematiche per organizzare un’azione congiunta”.

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