Imu, Casali (FI): "Un agricoltore porti da Lucchi 145 quintali di grano o 116 di pesche"

Pagare solo le tasse locali - spiega Casali - equivale per un produttore di pesche a portare in Comune 116 quintali di pesche o, per chi fa seminativo, 145 quintali di grano

Quanto pagheranno di tasse comunali sugli immobili gli agricoltori? Il consigliere comunale di Forza Italia Marco Casali prova un calcolo e quantificando in produzione agricole. Pagare solo le tasse locali – spiega Casali – equivale per un produttore di pesche a portare in Comune 116 quintali di pesche o, per chi fa seminativo, 145 quintali di grano.

Ironizza Casali: “Bene così, ai Cesenati piace pagare le tasse e visti i voti che lo stesso Lucchi ha preso alle ultime elezioni, sarà necessario, come opposizioni, produrre qualche emendamento per aumentarle in modo da soddisfare quei quasi 30 mila che lo hanno votato. Purtroppo sembra uno scherzo ma questa è la triste realtà nella quale ci stiamo incanalando; comune Maximo per tutti”.

Continua Casali: “Un situazione insostenibile per le imprese che come al solito sono torchiate per aumentare i servizi che, con tono aulico ma incomprensibile alla maggior parte della popolazione, si amano oggi definire “identitari” (dove albergano anche le solite prebende al sottobosco di cui si nutre questa sinistra). Ma, al di là delle considerazioni politiche, qualche dato oggettivo: quanto spenderanno gli agricoltori con questa ennesima torchiata lucchiana?”

Dice Casali: “Prendiamo l’azienda tipo: 15 ettari di seminativo con la vecchia casa stalla e l’abitazione nuova che i sacrifici di quella famiglia di agricoltori ha costruito nel tempo. Se il soggetto è ancora iscritto all’INPS l’operazione di Lucchi gli costa 145 quintali di grano, cioè due ettari di terreno che vanno direttamente al pranzo comunale; così, svaniti; se il soggetto non è iscritto all’INPS i quintali diventano 212, cioè tre ettari di terreno in tasse, cioè il 20% della produzione in tasse e parliamo solo di IMU e Tasi perché poi voglio ricordare che questi soggetti devono pagare anche la normale IRPEF, addizionali, IRAP e via dicendo con la compagnia cantanti ideata dai falsi difensori dei poveri”.

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Prosegue Casali: “Altra azienda tipo: 5 ettari di frutteto sempre con la vecchia casa stalla e l’abitazione nuova. Se il soggetto è iscritto all’INPS se ne vanno in IMU e Tasi 116 q.li di pesche che tradotti sono la bellezza di 11.600 kg; se poi il nostro agricoltore non è più iscritto all’INPS i kg. di pesche che quell’agricoltore deve portare a Palazzo Albornoz corrispondono a quasi 17 mila Kg. Bene, visto che il mercato delle pesche sta per calare, invito tutti gli agricoltori a portare subito in Piazza del Popolo le produzioni, ammassarle e depositarle in modo da ottemperare da subito al pagamento (ancorché in natura); un po’ come si faceva nel medioevo. La situazione non è tanto diversa da allora”.

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