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Immigrazione, la Diocesi: "No all'egoismo, bisogna aprirsi all’accoglienza sincera"

Dal Consiglio pastorale diocesano l'appello a parrocchie, enti, associazioni, movimenti e privati a "rendere disponibili appartamenti sfitti".

Nella riunione del Consiglio pastorale diocesano di domenica scorsa, presieduta dal vescovo Douglas Regattieri, è stato affrontato il tema dell’accoglienza dei migranti, profughi e rifugiati. Dopo un ampio e approfondito confronto, a partire dai dati e dalle considerazioni illustrate dal direttore della Caritas diocesana, il diacono Ivan Bartoletti Stella, il Consiglio ha evidenziato come ci si trova "di fronte a un complesso fenomeno geopolitico che non decidiamo noi e non dipende da noi. Non si tratta, quindi, di essere d'accordo o meno".

"Per la Chiesa di Cesena-Sarsina accogliere è rispondere all’invito del Signore che chiede di amare il prossimo come noi stessi. Papa Francesco lo ricorda ogni giorno con la sua parola e i suoi gesti concreti, come accaduto la mattina del suo compleanno, il 17 dicembre scorso, quando ha preferito otto barboni tra le persone con le quali festeggiare - evidenzia il Consiglio -. Le linee pastorali di quest’anno ci ricordano che l’arrivo di stranieri da noi “fisicamente e forzatamente «in uscita» dalle loro terre, mette alla prova la nostra autentica disponibilità”. Ci invitano anche a evitare “un puro esercizio retorico” e ci sollecitano a “passare da progetti puramente assistenziali a progetti di «inclusione e integrazione sociale e comunitaria”. (cfr Visita pastorale papa Francesco a Prato il 10.11.2015)".

Il Consiglio pastorale diocesano propone alla comunità cristiana e a quanti vivono nel territorio di "educarci al grande cambiamento in atto attraverso un lavoro di conoscenza e di coscienza in grado di fare comprendere che siamo noi i primi a essere amati e accolti da Gesù; guardare e accogliere l’altro come un bene per noi e non solo come un problema da risolvere". Viene proposto "un percorso di educazione all’accoglienza a partire dalle esperienze presenti nel territorio e da quelle dei volontari in campo" e l'impegno "a conoscere meglio la realtà che ci circonda (cultura, lingua, usi e costumi delle persone che arrivano nel nostro territorio)". Quindi di pensare "a proposte concrete di accoglienza, sull’esempio del progetto di Caritas Italiana “Un rifugiato in casa mia". Infine l'appello a parrocchie, enti, associazioni, movimenti e privati a "rendere disponibili appartamenti sfitti".

Il Consiglio ricorda infine come "l’accoglienza dei fratelli migranti viene dal Vangelo: “Ero forestiero e mi avete accolto” (Mt 25,35). Insieme e nel dialogo rispettoso delle situazioni concrete di ogni realtà territoriale, che le istituzioni civili devono intessere, è possibile con pazienza e con tenacia superare ogni forma di chiusura e di egoismo per aprirsi all’accoglienza sincera e generosa. E’ l’augurio che la Chiesa di Cesena-Sarsina formula per tutti i credenti nell’imminenza della celebrazione del santo Natale, festa di Dio che si fa bambino e dell’uomo chiamato a partecipare della natura divina".

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