Il rischio delle infiltrazioni mafiose nel fermo dell'autotrasporto

"Il fermo dei giorni scorsi ha lasciato numerose ferite nel nostro territorio e non solo tra gli autotrasportatori. Ferite ma, anche, interrogativi. Come è possibile che certi fatti siano accaduti proprio qui da noi?"

"Il fermo dei giorni scorsi ha lasciato numerose ferite nel nostro territorio e non solo tra gli autotrasportatori. Ferite ma, anche, interrogativi. Come è possibile che certi fatti (gravi intimidazioni nei confronti degli autisti, coltelli, costrizioni di ogni genere, danni ai mezzi e alla merce avvenuti nel territorio Cesenate) siano accaduti proprio qui da noi? Il nostro territorio, che pure soffre le problematiche strutturali del comparto dell’autotrasporto, è sempre stato caratterizzato da civiltà, senso di responsabilità e coesione sociale".

E' quanto si legge in una nota firmata da Marco Mengozzi, Presidente di FITA-CNA Forlì-Cesena, in merito ai gravi fatti avvenuti nel cesenate durante il fermo degli autotrasportatori

"Riteniamo gravissime le responsabilità per le modalità con cui uno sparuto gruppo di soggetti, che poco o nulla hanno a che vedere con gli autotrasportatori e con il nostro territorio, hanno sfruttato la crisi e il disagio sociale per fini diversi dalla difesa degli interessi della categoria. Chi ha fomentato questa protesta? Si tratta di realtà semisconosciute che, mentre le Associazioni di rappresentanza come FITA-CNA erano impegnate nel confronto costante con i governi e ottenevano risposte importanti per gli autotrasportatori, tacevano e non facevano nulla".

"Questi soggetti - si legge nella nota -  hanno atteso tre anni prima di prendere una qualsiasi iniziativa contro il costo del gasolio, la cui incidenza sui costi totali di gestione è passata dal 30% del 2007 al 42% del 2012. Inoltre, hanno aizzato le folle nel momento in cui venivano loro restituiti, in tempi rapidi e anticipando le scadenze, miliardi di euro in termini di rimborso delle accise (e non solo). Abbiamo calcolato infatti che, grazie alle varie misure attuate negli ultimi mesi o in corso di attuazione (dalla trimestralizzazione del rimborso delle accise, alla modifica del calendario dei divieti di circolazione, dalle misure per il contenimento dei costi di assicurazione e dei pedaggi autostradali, alle risorse economiche riconosciute all’autotrasporto) ogni azienda possa contare su agevolazioni e rimborsi del valore stimabile mediamente in diverse migliaia di euro".

Per questi motivi "Abbiamo calcolato infatti che, grazie alle varie misure attuate negli ultimi mesi o in corso di attuazione (dalla trimestralizzazione del rimborso delle accise, alla modifica del calendario dei divieti di circolazione, dalle misure per il contenimento dei costi di assicurazione e dei pedaggi autostradali, alle risorse economiche riconosciute all’autotrasporto) ogni azienda possa contare su agevolazioni e rimborsi del valore stimabile mediamente in oltre ventimila euro".

"Il nostro allarme - si conclude - vuole essere un appello alle Istituzioni perché non sottovalutino questi rischi. Perché vogliamo difendere il nostro territorio, con la sua economia e i valori che lo contraddistinguono. Vogliamo indagare, ad esempio, su certi carichi sospetti che viaggiano sulle nostre autostrade? Ricordiamo che le mafie prosperano dove lo Stato e la coesione sociale sono deboli. E questo fermo, più che una manifestazione pacifica, ci è parso un chiaro tentativo di destabilizzare gravemente le strutture fondamentali politiche, costituzionali, economiche e sociali del Paese. L’allarme non sembri esagerato: ricordiamo che, nei pressi di Asti, un bravo padre di famiglia, disperato, ha perso la vita per una protesta inutile e dannosa. Non c’è più tempo: bisogna agire subito".

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