Il regista e attore cesenate Alvaro Evangelisti protagonista nel docufilm “Enzo Sicuri, l'ultimo Diogene”

Un lavoro di grande spessore sociologo ideato e realizzato dai giornalisti parmensi Francesco Dradi, Fabrizio Marcheselli e Antonio Cavaciuti con le riprese di Renato Lisanti

E' il regista attore cesenate  Alvaro Evangelisti a ricoprire il ruolo del protagonista nel docufilm di grande spessore sociologo dal titolo “Enzo Sicuri, l'ultimo Diogene” ideato e realizzato dai giornalisti parmensi Francesco Dradi, Fabrizio Marcheselli e Antonio Cavaciuti con le riprese di Renato Lisanti. Enzo Sicuri (1907-1988)  è un clochard che ha sempre vissuto a Parma, sua città  natale, rifiutando il denaro e realizzando la propria filosofia di esistere che amava ripetere condensata in questa frase: ” Nella vita si può fare a meno di tutto, tranne dell'aria”. Tanto è stato il ricordo dell'amato “barbone” che la città di Parma gli ha voluto dedicare, unica in tutto il territorio nazionale, una statua a perpetuo ricordo di chi, pur nella sua tanto umile esistenza e nell'indigenza, ha realizzato però un grande esempio di vita.  A dare il volto a Sicuri è l'attore Alvaro Evangelisti, ma la voce è quella vera del Màt (cosi' veniva chiamato da tutti) registrata negli anni Ottanta da una operatrice di una casa di riposo dopo che Enzo era stato ricoverato per uno dei suoi tanti acciacchi.

ll docufilm sul  clochard-filosofo è tuttora in lavorazione e si prevede che possa essere terminato ad aprile – marzo e dopo la prima a Parma, verrà proiettato anche a Cesena si spera a maggio. Alvaro Evangelisti apparirà in scena vestito come lo fu sempre Enzo Sicuri, con la barba, il cappello da muratore e una specie di pettorina fatta con i sacchetti neri dell' immondizia e l'immancabile bicicletta. A parlare del lavoro cinematografico  è stato il giornalista coautore Fabrizio Marcheselli durante la presentazione, presso la libreria Mondadori in viale Carducci, della seconda edizione, dopo che la prima è andata esaurita, del libro “Te lo do io il Barbone” scritto dal giornalista – scrittore Diego Angeloni e illustrato da Antonio Dal Muto per le edizioni Stilgraf Cesena. “Enzo Sicuri – ha detto Marcheselli – era un uomo che non tollerava ordini. Piuttosto istruito per l'epoca di nascita, infatti aveva frequentato la classe settima,  fece molti lavori dal fornaio all'imbianchino, ma non riusci a sottomettersi alla disciplina che pur richiede qualsiasi attività”. “ A un certo punto della sua giovinezza – continua il giornalista parmense – cominciò a frequentare un incisore del luogo, Dante Spaggiari (interpretato dall'attore Alessandro Aber) una sorta di filosofo errante per le strade,  ne rimase affascinato e da lì cominciò il suo essere alternativo”.

La tematica di questo barbone “esempio” si è facilmente collegata a quella trattata da il libro di Angeloni, anche se il volumetto parla più estesamente di coloro che da una posizione normale o di prestigio cadono improvvisamente nell'indigenza tanto da essere  incapaci anche a chiedere aiuto per una sorta di dignità che ancora permane. Un po', tuttavia, come Enzo Sicuri che rifiutando sempre il denaro ed accontentandosi solo di vecchi cartoni e di qualche libro da leggere, tra di essi sono stati trovati testi su Leopardi e La Gerusalemme Liberata, visse la sua vita, questa volta, per scelta. Un aspetto molto indicativo è capitato all'inizio dell'incontro, quando una figurante vestita da barbone si è seduta davanti le vetrine della libreria Amadori. Per dare più risalto alla scena, l'attrice sbocconcellava un pezzo di pane quando improvvisamente un Suv bianco si è fermato davanti, ne è sceso un giovane che le ha offerto latte di cocco e pane. Una scena molto commovente, subito chiarita, che però ha lasciato un esempio di grande umanita' nei presenti.

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