Il prefetto Corona incontra i carabinieri distintisi in attività di servizio

L’incontro era in programma da tempo, ma per l’emergenza dovuta al Covid-19 è stato posticipato a martedì

Il prefetto di Forlì-Cesena, Antonio Corona, ha incontrato una rappresentanza dei militari dell’Arma in servizio nella provincia, accompagnati dal comandante provinciale, il colonnello Fabio Coppolino, che negli ultimi mesi hanno portato a compimento alcune attività di servizio di rilievo. In particolare, si tratta di tre attività di polizia giudiziaria, due condotte dal Nucleo Investigativo provinciale in collaborazione con il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Meldola.

Una riguarda l’arresto di 4 quattro cittadini albanesi, avvenuto il 14 febbraio scorso a Lignano Sabbiadoro (Udine), responsabili di due violente rapine in abitazione nei confronti di altrettanti imprenditori, a Civitella di Romagna e Lignano. La seconda attività riguarda l’arresto di 2 soggetti italiani, il 16 giugno scorso, all’interno del parcheggio del centro commerciale “Montefiore” dopo un lungo inseguimento condotto anche con il supporto di un elicottero del 13esimo Elinucleo di Forlì, a seguito di una tentata rapina in banca nel bolognese, che ha portato al sequestro di 3 pistole, un kalashnikov e numeroso munizionamento. Infine l’arresto operato a Palermo dal Nucleo Operativo della Compagnia di Cesena, il 10 luglio scorso, di 4 rapinatori siciliani “trasfertisti”, autori della rapina ai danni di una banca di Cesena il 3 marzo di quest’anno.

L’incontro era in programma da tempo, ma per l’emergenza dovuta al Covid-19 è stato posticipato a martedì. L’occasione è stata colta dal Prefetto Corona non solo per esprimere il "giusto ringraziamento ai carabinieri che hanno condotto queste indagini, permettendo di contrastare efficacemente pericolosi episodi criminali che avevano destato grande allarme tra la popolazione per le efferate modalità con cui erano stati perpetrati", ma anche per esprimere "vicinanza all’Arma dei Carabinieri in questi momenti così difficili dopo i fatti di Piacenza". Il prefetto ha infatti sottolineato come "ogni istituzione, in quanto costituita da persone, non possa considerarsi immune da errori e pecche, ma ciò non può intaccare la riconoscenza e l’apprezzamento che la cittadinanza prova per essa e per quanto viene svolto quotidianamente e in silenzio da tutti i suoi appartenenti".

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