Cronaca

Il Papa in cattedrale: "Giovani, ascoltate gli anziani. Anziani, date speranze"

"In giro vedo troppi preti tristi, al punto che a volte mi chiedo se abbiano fatto colazione con l'aceto piuttosto che col latte. Sacerdoti, siate gioiosi"

L'applauso scrosciante che accompagna l'ingresso di Papa Francesco nel Duomo di Cesena, gremito all'inverosimile, dissolve anche la tensione per una visita a dir poco storica, attesa da sette lunghi mesi. Dopo un momento di preghiera davanti al Santissimo nella cappella della Madonna del Popolo, il Santo Padre saluta una ventina di ammalati disposti in prima fila, dispensando ad ognuno una benedizione e parole di incoraggiamento, accompagnate spesso da un ringraziamento per la testimonianza di forza e fede date con la loro presenza nell'affronto della malattia.

Nel suo discorso di benvenuto allo straordinario ospite, il vescovo di Cesena-Sarsina monsignor Douglas Regattieri ringrazia il Cielo per il grande dono: "Confidiamo di essere degni della sua visita. Santo Padre, ci dia la forza per andare avanti nel nostro percorso di servizio e di impegno per la comunita'". Mentre Francesco saluta uno ad uno i sacerdoti diocesani presenti nel presbiterio, il vescovo comunica al papa che sono sei attualmente i seminaristi cesenati impegnati nel cammino verso il sacerdozio. Tra gli incontri ravvicinati del papa in Cattedrale, spicca anche quello con una suora di 105 anni appartenente alla Comunità di San Carlo delle Ancelle del Sacro Cuore, senza dimenticare i membri della casa-famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII, che da qualche settimana sono ospitati in episcopio per precisa volontà del vescovo.

Il Santo Padre, che sabato nella Sala Clementina in Vaticano ha ricevuto in udienza 200 sindaci delle città italiane impegnati nell'accoglienza dei migranti, si rivolge al clero diocesano, ai diaconi, ai religiosi e ai laici presenti, esordendo con un'espressione ormai scolpita nel suo linguaggio diretto: “Cari fratelli e sorelle, vi saluto cordialmente". Il primo concetto enunciato dal pontefice e' la corresponsabilita': "Quando si lavora insieme in Cristo e si cammina in unita', e' tutto piu' facile. La preghiera e' la forza della missione: l'importante e' che ognuno esca dal proprio orticello e vada verso le periferie". Occorre recuperare la capacita' di guardare negli occhi gli altri per dialogare reciprocamernte. Francesco invoca la rivoluzione della tenerezza: "Giovani, abbiate il coraggio di testimoniare la vostra fede altri altri giovani. Seguendo il Vangelo sarete in grado di superare le barriere imposte dalla cultura individualista e idolatra dell'io'". "Giovani, ascoltate gli anziani. Anziani, date ai giovani con la vostra saggezza la speranza e la spinta per vivere". Il dialogo e' il segreto per tutte le buone relazioni.

La chiesa, come famiglia di famiglie, educhi all'affettivita' e all'amore. A questo punto il papa invita le istituzioni civili e religiose presenti a rimettere la famiglia al centro della loro azione. "Dio e' vicino a noi e dobbiamo ritornare ad essere testimoni della forza profetica della famiglia". Francesco si addentra maggiormente sul valore della famiglia, raccontando a braccio l'aneddoto di un padre incontrato durante una confessione: "Tu giochi mai con i tuoi figli?". "Dedicate piu' tempo alla famiglia e ai vostri figli". Rivolgendosi nuovamente ai sacerdoti presenti, il pontefice li invita caldamente a non perdere mai la gioia di essere ministri di Cristo. "In giro vedo troppi preti tristi, al punto che a volte mi chiedo se abbiano fatto colazione con l'aceto piuttosto che col latte. Sacerdoti, siate gioiosi quando incontrate i vostri fratelli di fede, ma anche pazienti e misericordiosi". L'auspicio di Francesco e' che i consacrati sappiano contagiare le persone col dialogo e l'ascolto, ma senza troppe chiacchere: "Abbiate il coraggio di dire sempre le cose che non vanno al fratello". Le chiacchere sono un atto di terrorismo, e' come gettare una bomba.  Papa Francesco lascia la Cattedrale cesenate invitando i presenti ad affidarsi alla Madonna del Popolo, patrona della Diocesi: "La Madonna e' madre, non e' populista".

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