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Il "no paura day" si farà anche in zona rossa, ma i controlli su mascherine e distanze saranno inflessibili

Ad aggravare la questione, per Lattuca, è la situazione preoccupante dell'andamento dei contagi a Cesena e quindi la necessità di impedire ogni forma di assembramento, anche potenziale, mentre è in vigore la "zona rossa", quella più restrittiva.

La prossima manifestazione del 'No paura day' si terrà regolarmente come tutte le precedenti 14 manifestazioni di quel tipo. Frequentate da poche decine di persone, suscitano tuttavia l'indignazione della stragrande maggioranza della popolazione cesenate e il sindaco Enzo Lattuca si è fatto interprete di questo sentimento rinviando indirettamente la questione all'attenzione del questore Lucio Aprile, l'unica autorità in provincia che può rinviare, modificare e solo al limite cancellare una manifestazione di natura politica, che è garantita dalla Costituzione. Ad aggravare la questione, per Lattuca, è la situazione preoccupante dell'andamento dei contagi a Cesena e quindi la necessità di impedire ogni forma di assembramento, anche potenziale, mentre è in vigore la "zona rossa", quella più restrittiva.

"Non entro nel merito della valutazione del questore,  ma ho fatto presente la gravità della situazione. Ho chiesto che venga fatto un controllo massiccio e si sanzioni chi non rispetta le regole della zona rossa. In particolare mi riferisco al mancato distanziamento e al mancato utilizzo della mascherina. Sono state 13 le sanzioni della Polizia nell'ultimo 'No paura day', ci saranno più controlli ma non posso vietare io questa manifestazione. La valutazione è della questura. Io penso che si debba considerare che c'è una pandemia, ma non è il mio lavoro", è stato il messaggio lanciato da Lattuca alla Questura di Forlì.

Ma dalla Questura quanto trapela è che la manifestazione non può essere vietata e si terrà regolarmente. Infatti né le norme generali, ma neanche le normative di emergenza collegate all'epidemia di Covid  permettono di vietare una manifestazione. Anzi tutti gli ultimi Dpcm e decreti hanno contemplato esplicitamente la manifestazione politica come deroga anche in "zona rossa", tanto da indicare lo spostamento da e per la manifestazione come un motivo valido di movimento da casa (questa anche come miglior prova di chi spesso in queste manifestazioni ha sostenuto che è in vigore una dittatura e che le limitazioni sono illiberali perché impediscono il diritto costituzionale all'espressione). 

Tuttavia la richiesta del sindaco di maggiori controlli sarà senza dubbio attuata, con una presenza rafforzata di forze dell'ordine, controlli che in ogni caso non sono mai mancati, come testimoniano le multe ed anche un arresto sabato scorso, sebbene a carico di una persona non manifestante ma che si mescolata con i manifestanti e che, oltre ad opporre resistenza al controllo (con relative lesioni leggere ai poliziotti), si è resa protagonista anche di un gesto di inciviltà come urinare nella vasca della Fontana Masini. D'altra parte - è quanto viene rimarcato dalla Questura - gli organizzatori di tutte le manifestazioni non si limitano a delegare alla forza pubblica ogni forma di controllo, ma devono essere attivi promotori del rispetto delle regole, tra cui indossare la mascherina e mantenere il distanziamento. Ogni trasgressione, viene infine spiegato, sarà multata.

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