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"Il maxi-allevamento di polli a soli 2 chilometri dal centro", la preoccupazione del comitato

"Le forti preoccupazioni - spiega il comitato - derivano da documentate testimonianze di persone che si sono trovate loro malgrado, a vivere in prossimità di impianti di questo tipo, vedendo completamente stravolta in negativo la qualità della loro vita"

Continua a tenere banco il tema del maxi allevamento di polli in programma a San Mauro. Il Comitato civico "Lasciateci respirare San Mauro Pascoli stop allevamenti intesivi" spiega il suo scopo: "Nasciamo per le forti preoccupazioni su temi quali salute, ambiente e territorio di alcuni cittadini sammauresi, preoccupazioni derivanti dalla costruzione di un nuovo gigantesco impianto di allevamento intensivo di polli nella via Cagnona a soli 2 chilometri dal centro di San Mauro, in una zona a forte vocazione di produzione di ortaggi. Inoltre, la zona in questione è un area abitativa con numerose case costruite negli anni in considerazione della mancanza in zona di impianti industriali altamente impattanti". 

 "Le forti preoccupazioni - spiega il comitato - derivano da documentate testimonianze di persone che si sono trovate loro malgrado, a vivere in prossimità di impianti di questo tipo, vedendo completamente stravolta in negativo la qualità della loro vita e quella delle loro famiglie. Inoltre abbiamo riscontri scientifici comprovanti il peggioramento della qualità dell’ambiente, del territorio e dell’economia.  Del resto molte zone d’ Italia vivono questo problema, e in tutte queste zone si sono spontaneamente costituiti comitati popolari i quali lamentano odori nauseabondi, aumento esponenziale di mosche, zanzare, afidi, e polveri sottili, oltre a un aumento di traffico di mezzi pesanti che contribuiscono ad aumentare i valori di  CO2 nell’ aria e della rumorosità".

 "Molti preferiscono abbandonare le proprie case, le quali diventano invendibili, tutta la zona subisce un forte calo di valore, del resto chi vuole vivere in posto dove polveri sottili, mosche e zanzare ed afidi la fanno da padrone e la puzza degli escrementi dei polli diventa parte dell’ aria che respiriamo ogni giorno? Chi vuole vivere in posto dove non puoi neanche invitare un amico, un parente a casa tua perché ti vergogni della puzza che si sente nell’aria. I numeri di questo nuovo impianto sono assolutamente spaventosi, si parla di 15000 metri qudri di capannoni e di oltre 1.500.000 di polli all’anno, con possibilità di aumento di produzione qualora il mercato lo richiedesse. Inoltre, sembrerebbe essere stata autorizzata anche la possibilità di poter cambiare tipo di l’allevamento da intensivo di polli a intensivo di maiali (praticamente si passa dalla padella alla brace)".

 Il comitato dettaglia ancora: "A tutto questo però non segue un riscontro occupazionale importante, infatti sembrerebbe che i nuovi assunti saranno soltanto in 3. Si credeva che gli allevamenti “intensivi” fossero solo un ricordo degli anni 60, dove tutto veniva giustificato dalla necessità di sfamarsi e mancava del tutto una coscienza sul rispetto della qualità della vita degli animali. Oggi però la società civile ha maturato questo concetto che è diventato nel frattempo “diritto e ciò ha portato tante aziende a passare da allevamenti di tipo intensivo a forme più green come quello dell’allevamento a terra in piena campagna. L’area limitrofe all’ impianto è un area di eccellenza nella produzione di ortaggi, (insalate, sedani, finocchi, patate) vendute sia sul mercato nazionale che internazionale dove circa 10 aziende agricole, che rappresentano il cuore produttivo Sammaurese, impiegano oltre 200 persone durante la stagione estiva garantendo a tutti uno stipendio e realizzando un asset economico importante non solo per San Mauro Pascoli ma anche per i comuni limitrofi. Infatti la ricchezza prodotta nel territorio poi viene ridistribuita nello stesso territorio. Ora, il discorso è che impianti intensivi di allevamento ovicolo hanno effetti negativi sull’‘ambiente e sugli uomini: oltre alla sgradevolissima puzza, bisogna anche pensare alle polveri sottili che i venti distribuiranno in ogni dove e che noi saremo costretti a respirare con probabili effetti nocivi per la nostra salute. Inoltre queste, trasportate dal vento coprono aree di km e depositandosi sulle colture le renderanno invendibili; Ci sarà un aumento esponenziale di mosche, zanzare ed afidi questi ultimi particolarmente nocivi alle colture orticole; per non parlare poi di quali potrebbero essere gli effetti sulla falda acquifera, con potenziali effetti negativi sulla qualità dell’ acqua stessa.  Sara molto più difficile per le aziende agricole portare avanti un’agricoltura Green rispettando gli standard richiesti dai supermercati nazionali e internazionali".

 "Il rischio - conclude il comitato civico - è che di fronte alla possibile assunzione di 3 addetti, potrebbero in agricoltura perdere il posto di lavoro oltre 200 persone. Cioè in sola parola il nostro eco sistema, che per il momento è ideale potrebbe cambiare con scenari assolutamente imprevedibili e sempre in senso negativo. Altro risvolto di non poco conto è che spesso gli allevamenti intensivi sono fonte di infezioni soprattutto aviarie; infatti è di questi giorni la notizia battuta dai maggiori tabloid che in Olanda sono state abbattute circa 190 mila polli per il propagarsi di una forma altamente contagiosa della variante H5".

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