Il dottor Sanza: "Dalla tecnologia alla sanità più centralizzata, il virus ci lascia tante eredità"

A intervistarlo è stato Luigi di Placido, vicepresidente del Consiglio Comunale di Cesena, nella sua diretta facebook e youtube della domenica sera. Il dottor Sanza è stato il primo guarito a Cesena

Sta già sperimentando i colloqui di psicoterapia in videochiamata, l'unico metodo attualmente  a disposizione a causa del distanziamento sociale.  Lo psichiatra, nonché direttore dell'Unità Operativa Dipendenze Patologiche dell'Asl della Romagna, Michele Sanza, non ha perso un attimo da quando ha sconfitto il mostro del coronavirus ed è tornato al suo lavoro. A intervistarlo è stato Luigi di Placido, vicepresidente del Consiglio Comunale di Cesena, nella sua diretta facebook e youtube della domenica sera - uno dei tre appuntamenti settimanali - dal titolo "Chiacchiere e musica dalla poltrona di casa". Michele Sanza è stato il primo contagiato ufficiale da Covid-19 a Cesena e il primo guarito e, pur essendo una persona riservata, non si è sottratto alle interviste perché ha ritenuto che la sua esperienza potesse essere d'aiuto ad altre persone che in questo momento o stanno combattendo con il virus o hanno parenti coinvolti. 

"Sono stato ricoverato sei giorni nel reparto malattie infettive di Forlì - ha spiegato Sanza, nella diretta di Di Placido - perché la lastra al torace aveva messo in evidenza una compromissione del polmone destro e parte del sinistro. Fortunatamente non ho mai avuto bisogno di aiuto a respirare, ma è stata comunque dura. A parte la febbre alta, ma non altissima, ho avuto uno strano male alle ossa e ai muscoli, non quello di una normale influenza, e una severa astenia. Poi è insorta una forma di aritmia cardiaca e lì mi sono iniziato a preoccupare. Dopo il ricovero mi hanno rimandato a casa con una terapia da seguire. Poi, per fortuna, tutto è stato in discesa. I due tamponi hanno sancito la mia definitiva guarigione". 

Il dirigente, poi, ha raccontato come sia un lavoro di squadra quello che si sta svolgendo negli ospedali. "Io ce l'ho fatta grazie ai medici, alla terapia giusta che hanno individuato per me, agli operatori delle prevenzione sanitaria che vengono a casa per occuparsi della quarantena, alla mia famiglia, a tutte le persone che mi sono state vicine. Ho avuto un'inaspettata manifestazione di affetto. Anche il sindaco, il primo giorno in cui sono stato ricoverato, mi ha scritto un sms. Non credevo che il mio caso meritasse di scomodare perfino il sindaco, ma, devo dire la verità, mi ha fatto molto piacere".  

Poi Di Placido gli ha chiesto secondo lui non abbiamo fatto una campionatura vasta o utilizzato le App come in Corea. 
"E' un virus che colpisce moltissime persone che non ne sono nemmeno consapevoli - ha spiegato Sanza - Sicuramente una lezione che abbiamo imparato per sempre è che le risorse non sono infinite, ovvero sono fisicamente limitate. Per esempio le strategie di contenimento del contagio sono state volte a non oberare le terapie intensive perché altrimenti sarebbero andate in tilt. E' chiaro che i tamponi costano meno di un ricovero in terapia intensiva, ma anche questi, all'inizio, erano contingentati". 

E a questo discorso si è legata anche una riflessione sull'annoso dibattito riguardante la sanità, se è meglio regionale o centralizzata. "Questo problema si avvertiva anche prima del coronavirus - ha spiegato il dottor Sanza - Secondo me ciò che è accaduto porterà a centralizzare alcuni aspetti della gestione sanitaria, tra questi la prevenzione e le linee operative, che è bene siano uniformi su tutto il territorio nazionale. Sarà un dibattito importante da affrontare riportando, però, la scienza in primo piano. Mi auguro che le scelte siano ispirate da valutazioni tecniche e scientifiche e non di tipo politico". 

"E sui tagli alla sanità?" - chiede ancora Di Placido. "Non nascondiamoci - lo ferma subito Sanza - in Italia non c'è una sanità, bensì tante sanità quante sono le regioni. Ci sono alcune regioni che sono all'altezza, altre no. Un’altra lezione importante da assimilare dalla gestione di questa emergenza è che ospedale e territorio svolgono ruoli diversi ma sinergici. Identificare la sanità d’eccellenza solo con l’ospedale è un errore che rischia di essere pagato anche dagli stessi ospedali. Settori come la sanità pubblica, i medici di medicina generale e la salute mentale – storicamente sotto finanziata – svolgono un ruolo essenziale per la tutela della salute e devono essere potenziati anche per ridurre la pressione delle malattie in fase acuta sull’assistenza ospedaliera. In questa situazione, comunque,  si è confermato che il nostro servizio sanitario sia uno dei maggiori valori del nostro Paese. Credo che si debba continuare sulla scia di ciò che aveva iniziato questo governo, incrementando le risorse destinate alla sanità". 

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In ultimo sottolinea nuovamente l'altra eredità che ci lascerà questo coronavirus che riguarda l'utilizzo intelligente delle tecnologie. "Anche in un settore in cui la relazione è fondamentale come quello dei servizi psicosociali - ha concluso Sanza - non è escluso che in futuro potranno essere prese in considerazioni le videochiamate sia per le terapie che per le riunioni di carattere organizzativo. Ma soprattutto è diventata chiara una cosa, che le videochiamate da ora in poi diventeranno pane quotidiano perché, come ci siamo accorti tutti, servono per risparmiare tempo, abbattere costi e ridurre l'inquinamento". 

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