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Il direttore di Limes Lucio Caracciolo a Cesena: "L'Europa è a stelle e strisce"

L'intervento di Caracciolo e Petroni si è poi concentrato nell'esaminare la situazione attuale e le prospettive future della Germania, protagonista del nuovo numero di Limes.

Non si può capire l'attuale crisi dellUnione Europea senza conoscere le vere motivazioni che ne hanno permesso la sua creazione. Questo un passaggio dell'intervento di Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes all'incontro, tenutosi mercoledì scorso alla Biblioteca Malatestiana di Cesena, per la presentazione del nuovo numero della rivista Limes dal titolo "Essere Germania".

"Non si può capire l'Europa, ovvero la Germania, senza partire dalla geopolitica uscita dalla fine della seconda Guerra mondiale quando gli Stati Uniti, vincitori del conflitto, avevano l'esigenza di impedire l'avanzamento della Russia verso occidente e volevano al contempo contrastare un qualunque patto futuro tra la Germania e la Russia - ha affermato Caracciolo -. Gli americani installarono, a tale scopo, innumerevoli basi militari proprio nella Germania post bellica così da difendere l'occidente da un possibile invasione Sovietica e al contempo controllare tutta l'Europa. Negli anni a seguire gli Stati Uniti hanno poi favorito la formazione dell'Unione Europea sempre con l'intento di fermare un eventuale avanzata della Russia in Europa occidentale. Con la caduta del muro di Berlino l'esigenza di un'Europa unita, agli occhi degli USA, è andata sempre più scemando ed una Germania egemone è stata vista come un possibile pericolo nello scacchiere geopolitico del continente Europeo".

"Bisogna partire da questi dati", ha ricordato Federico Petroni di Limes intervenuto anch'esso alla serata, "per capire che l'Europa non è altro che una creazione voluta dagli Stati Uniti che non hanno alcuna intenzione, a differenza delle apparenze e dei comunicati ufficiali, di lasciarla al proprio destino anzi, stanno ritornando a incrementare i loro avanposti in Germania e non solo". "La Germania - ha spiegato Caracciolo - non vuole e non può essere il collante dell'Europa perché essa stessa è alquanto divisa al suo interno. Una Germania che primeggia a livello economico e industriale ma sul lato geopolitico è figlia della bandiera americana a stelle e strisce, come del resto l'Italia, e non potrebbe essere altrimenti. Con queste premesse pare chiaro che il futuro dell'Europa e della stessa Germania sarà da ricercare in un nuovo equilibrio Europeo sempre con il fondamentale benestare degli Stati Uniti d'America". L'intervento di Caracciolo e Petroni si è poi concentrato nell'esaminare la situazione attuale e le prospettive future della Germania, protagonista del nuovo numero di Limes.

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