Cronaca

"Il coprifuoco alle 22 è incomprensibile, scientificamente e socialmente"

Il decreto che regola un graduale ritorno alla normalità, non soddisfa  Fipe-Confcommercio cesenate. La rabbia di baristi e ristoratori

Il decreto che regola un graduale ritorno alla normalità, non soddisfa  Fipe-Confcommercio cesenate: “Abbiamo chiesto di ripartire - affermano i presidenti Fipe cesenate Angelo Malossi e Vincenzo Lucchi - ma, alle attuali condizioni del Decreto Legge sulle riaperture, molti pubblici esercizi non possono di fatto farlo. Sono scelte che appaiono punitive rispetto a quelle adottate in momenti più critici dal punto di vista sanitario. Fipe è d'accordo con gradualità e regole certe, che  devono avere però un supporto di carattere scientifico. Pur applicando rigorosi protocolli di sicurezza e garantendo il solo servizio al tavolo, oggi si ritiene che il problema sia l’utilizzo degli spazi interni. Siamo esausti di pagare colpe non nostre, come la lentezza della campagna di vaccinazione e l’impossibilità di controllare il territorio punendo comportamenti scorretti. Se il 15 maggio il Governo ha preso l’impegno di vaccinare tutti gli over 70 di questo Paese, riteniamo giusto che prenda anche l’impegno a riaprire le attività all’interno a pranzo e a cena applicando i rigorosi protocolli già approvati”.

"Nei giorni scorsi da più parti era stata ventilata la proposta di ‘smorzare’ il coprifuoco delle 22 - aggiungono Malossi e Lucchi - , ma le recenti normative lo hanno invece riconfermato, in quanto ritenuto coerente con l’impianto graduale che si è voluto imprimere al processo di ritorno alla normalità. Il coprifuoco alle 22, addirittura fino al 31 luglio  è scientificamente e socialmente incomprensibile e incoerente con le finalità che si propone: comprime orari e favorisce comportamenti disordinati e opposti. Siamo esasperati dal ritardo nel comunicare nel dettaglio le misure compensative più volte annunciate. Le chiusure devono essere accompagnate da sostegni equi, come peraltro suggerito dalla stessa Banca d’Italia nelle audizioni parlamentari. I dichiarati giusti propositi di attivare ristori perequativi, progressivi, selettivi e proporzionati ai danni devono trovare riscontro immediato nei provvedimenti di politica economica del Governo. Chi è stato maggiormente penalizzato deve essere maggiormente sostenuto”.

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