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Il Comune investe sulla memoria ed è pronto ad acquistarlo, l’ex rifugio antiaereo della Rocca riaprirà le porte

“L’acquisizione, con relativa valorizzazione, dell’ex rifugio antiaereo che si affaccia su viale Mazzoni – commenta l’Assessore alla Cultura Carlo Verona – si inserisce nell’ambito dell’articolato percorso sulla memoria avviato da questa Amministrazione"

Nel prossimo futuro i cesenati potranno tornare a visitare uno dei luoghi cittadini simbolo della seconda guerra mondiale: il rifugio antiaereo della Rocca Malatestiana. Scavato nel colle della Rocca e costruito ex novo nel 1944 dall’ingegnere capo del Comune, Mario Tellerini, questo immobile di interesse storico, oggi proprietà del demanio, potrà presto diventare un bene dell’Amministrazione comunale, dopo che il Segretariato regionale del Mic per l’Emilia-Romagna, di concerto con l’Agenzia del Demanio, hanno dato parere favorevole al Programma di valorizzazione presentato dal Comune di Cesena. Sull’acquisizione dell’immobile sarà chiamato ad esprimersi il Consiglio comunale.

“L’acquisizione, con relativa valorizzazione, dell’ex rifugio antiaereo che si affaccia su viale Mazzoni – commenta l’Assessore alla Cultura Carlo Verona – si inserisce nell’ambito dell’articolato percorso sulla memoria avviato da questa Amministrazione, d’intesa con l’Istituto Storico, il Centro pace e il mondo della scuola, teso a rafforzare la conoscenza del passato novecentesco e dei luoghi che costituiscono tappe importanti del percorso legato agli anni del secondo conflitto mondiale. Il nostro obiettivo è di assicurare la corretta conservazione del bene e di promuoverne il riutilizzo e la valorizzazione, anche attraverso la predisposizione di mostre e percorsi didattici e l’installazione di un nuovo impianto museale, favorendo il riconoscimento dello stesso da parte della comunità quale elemento fondante la propria identità storica, che come catalizzatore di un’offerta turistica maggiormente attenta e in linea con la crescente domanda di contenuti culturali”.

Dopo aver eseguito alcuni interventi di abbattimento delle barriere architettoniche in corrispondenza dell’accesso su viale Mazzoni e una volta acquisito l’immobile, nei prossimi mesi l’Amministrazione comunale programmerà ulteriori opere di adeguamento, risanamento, manutenzione all’impianto di illuminazione e della cartellonistica. L’allestimento museale avrà l’obiettivo di immergere il visitatore nell’esperienza vissuta da chi trovava ricovero nel rifugio durante i bombardamenti, sulla base delle testimonianze storiche dirette e tenendo anche conto di analoghe realizzazioni italiane ed europee.

Lungo 60 metri e con una capacità di 800 persone, l’ex rifugio antiaereo ha due ingressi protetti da archi rampanti addossati alle mura del Parco della Rimembranza, con funzione di paraschegge. All’interno erano presenti l’infermeria, l’alloggio dei pompieri e del capo-ricovero, due latrine e sedute in legno per 290 persone. Era fornito anche degli impianti d’illuminazione (il vescovo Beniamino Socche portò 600 candele dopo che la corrente saltò nell’estate 1944), idraulico e telefonico (asportato dai tedeschi) e del camino di ventilazione che, usato anche come uscita di sicurezza, termina nel soprastante parco.

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