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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Il comitato: "La scuola in presenza non sia subordinata alla vaccinazione degli studenti"

"Si rischia di legittimare in Emilia Romagna un’arbitraria discriminazione fra studenti vaccinati per i quali la scuola resterebbe aperta e in presenza, e non vaccinati"

Tiene banco il tema del ritorno a scuola degli alunni dopo l'estate, e delle vaccinazioni anti-Covid. "Il comitato Ragazzi a scuola Cesena e i comitati emiliano-romagnoli della Rete Nazionale Scuola in Presenza, supportati da tutti e trentasei i comitati, da Nord a Sud, della Rete Nazionale, hanno presentato formale diffida a seguito delle affermazioni dell’Assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna (seguite da ufficiale pubblicazione sul sito della Regione che ne ha di fatto sancito il valore di comunicazione formale e istituzionale), Raffaele Donini che, lo scorso 29 giugno, ha pubblicamente dichiarato: 'Solo così (con la vaccinazione della popolazione in età scolastica dai 12 ai 19 anni) la scuola potrà affrontare la ripartenza senza più ricorrere alla didattica a distanza, perché credo sia giusto, per la popolazione vaccinata, che possa sottrarsi a qualunque provvedimento di quarantena e di didattica a distanza, qualsiasi scenario epidemiologico dovessimo avere in autunno'.”

Donini: "Nessun provvedimento sulla scuola"

“Tale affermazione – dichiara Stefania Montebelli, rappresentante regionale della rete SiP - rischia di legittimare in Emilia Romagna un’arbitraria discriminazione fra studenti vaccinati per i quali la scuola resterebbe aperta e in presenza, e non vaccinati per i quali la scuola sarebbe chiusa.”

"Nessuna evidenza scientifica - secondo il comitato - dimostra che sia necessario imporre o raccomandare la vaccinazione anti-Covid ai minori. I decessi nella fascia di età 0-19 anni da marzo 2020 al 28 aprile 2021 sono stati 24 su 130.000, quasi tutti con comorbidità. La vaccinazione, dunque, non andrebbe a proteggere questa fascia di età, in quanto già non colpita dal virus, né dalle sue varianti. A fronte dell'obiettivo nazionale e regionale di arrivare a un'immunità di gregge (naturale o per vaccinazione) di circa il 75% della popolazione, è utile ricordare che la fascia di età 0-19 anni rappresenta il 18% circa della popolazione, e dunque potrebbe esserne tranquillamente esentata".

"È doveroso qui precisare che i Comitati aderenti alla Rete Nazionale Scuola in Presenza non possono essere tacciati di disconoscere l’importanza dei vaccini per la tutela della salute pubblica. Ma sono fermi nel contestare la legittimità di voler imporre un obbligo vaccinale – anche di fatto - ai minori e agli studenti per vedere loro riconosciuto il diritto costituzionale ad andare a scuola in presenza.

“Ricordiamo inoltre - conclude il comitato - che l’autorizzazione alla vaccinazione pediatrica per la fascia 12-15 anni (già rilasciata dalla Fda statunitense e da Ema) è stata concessa in via emergenziale/condizionata (EUA)”, continuano i Comitati, “e la stessa Pfizer/Biontech ha dichiarato l’impossibilità di prevedere effetti collaterali rari nei giovani e giovanissimi dato l’esiguo numero di bambini che sono stati sottoposti a sperimentazione”.

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