I quaderni dal carcere e le riviste ritrovate in soffitta: mostra su Gramsci alla Malatestiana

Particolarmente curata la mostra dei materiali grafici e a stampa  grazie ad un allestimento moderno dove alla consueta esposizione si affianca una cornice multimediale di sicura efficacia

E' stata inaugurata nella Sala San Giorgio della Biblioteca Malatestiana di Cesena in piazza Bufalini 1 la mostra “Gramsci, i Quaderni del Carcere e le Riviste Ritrovate”. L'esposizione sarà visibile fino al 31 marzo, ad ingresso gratuito nei seguenti orari: lunedì dalle ore 14 alle 16, dal martedì al sabato dalle ore 9 alle 16 mentre la domenica e i festivi dalle ore 10 alle 16.  All'inaugurazione hanno presenziato oltre all'assessore comunale alla cultura  Christian Castorri, l'assessore regionale Massimo Mezzetti e Gianni Franciosi, Francesco Giasi, il pronipote di Gramsci Luca Paulesu, curatori della mostra con  Pietro Folena  dell'Associazione Metamorfosi che ha organizzato l'evento. La manifestazione  ha avuto il patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Comune di Cesena, in collaborazione con la Fondazione Antonio Gramsci onlus e la Fondazione Radici della Sinistra di Cesena.

Particolarmente curata la mostra dei materiali grafici e a stampa  grazie ad un allestimento moderno dove alla consueta esposizione si affianca una cornice multimediale di sicura efficacia per meglio comprendere i materiali di studio e approfondimento appartenuti all'illustre politico, perseguitato da fascismo, che nacque   a Ales in Sardegna nel 1891 e morì a Roma nel 1937 dopo molti anni passati in carcere. Il complesso espositivo prende le mosse da due aspetti collaterali fra loro ma collegati come i quaderni compilati in prigione e le letture giovanili in particolare le riviste letterarie e politiche. Nelle ampie bacheche sarà quindi possibile vedere i quaderni sui quali, Gramsci carcerato, scriveva e che poi saranno pubblicati in una prima stesura per argomenti nel 1946 e in quella definitiva nel 1960.

Il secondo aspetto è una scoperta più recente fatta dal pronipote Luca Paulesu che nella nella soffitta della vecchia casa di Ghilarza, abitata da Gramsci quando era ancora studente delle scuole superiori, ha rinvenuto accatastate in un angolo molte riviste che il giovane studiava attentamente e grazie alle  quali si teneva in contatto con il mondo all'inizio del secolo scorso. “Praticamente nel Gramsci adulto – dice il pronipote curatore della ricerca – troviamo in embrione in queste duecentottanta riviste per sette titoli  la formazione di base del  futuro esponente del Partito Socialista e poi Comunista”.  “Solo a guardare la scrittura di Antonio Gramsci – ha sostenuto l'assessore regionale Massimo Mezzetti – vediamo la particolarità dell'uomo. Una scrittura minuta, ma estremamente chiara con rarissimi segni di correzione. E' importante che questa mostra abbia trovato luogo nella Biblioteca Malatestiana anche in ricordo di Renato Serra che fu in contatto con Gramsci  e ricordiamo il suo dolore nel sapere della morte sua morte in guerra”.

 

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