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I numeri settimanali del Covid, il Cesenate è l'area più colpita: forte aumento dei contagi

Il Cesenate è l'area territoriale che restituisce i dati peggiori per quanto riguarda i contagi: ci sono stati 43 nuovi casi ogni 10mila abitanti e i tamponi positivi sono al 13,.3% del totale contro la media Ausl di 11,11%

Un lieve calo dei contagiati nell'ultima settimana analizzata dall'Ausl Romagna, quella compresa dal 4 al 10 gennaio, e quindi un segno, anche se sicuramente non risolutivo, dei provvedimenti restrittivi adottati per il Natale. Nella settimana di riferimento si sono verificate 3.742 positività su un totale di 33.687 tamponi in tutto il territorio dell'Ausl, vale a dire le tre province romagnole, con una incidenza dunque del 11,1%, sostanzialmente in linea rispetto al dato della settimana precedente e con un calo in valore assoluto di 256 casi. L'incidenza resta al di sotto della media nazionale.

Negli ospedali romagnoli a lunedì 10 gennaio erano ricoverate 619 persone, un numero che mantiene l'azienda oltre il livello rosso del piano ospedaliero Covid, in crescita dai 608 della settimana precedente e appena due unità in meno rispetto di 621 ricoveri del 28 dicembre scorso. In calo però i ricoverati nelle terapie intensive di 3 unità, 44 contro 41 della settimana precedente. La percentuale dei ricoverati in terapia intensiva resta comunque inferiore a quella media regionale.

Continuano a evidenziarsi le dinamiche territoriali tipiche della seconda-terza ondata rispetto a quella di prima dell'estate. Emblematico è il dato dei decessi che nella provincia di Ravenna si è portato a 592 dall'inizio dell'epidemia, superando così il dato 'storico' di Rimini e provincia, che alla stessa data conta 586 vittime totali. Rimini, tra i primi territori colpiti in Italia, la scorsa primavera era diventata uno delle aree più calde, tanto che nei primi provvedimenti governativi era uno dei pochi territori fuori dalla Lombardia e dall'Emilia settentrionale che si vide riconosciuta la zona rossa e relativi blocchi stradali. Ora cede il poco invidiabile scettro a Ravenna, segno tangibile che in termini di morti la seconda ondata è più devastante della prima.

Per quanto riguarda i contagi, nell’ultima settimana, si registra un calo nei territori di Forlì (28 nuovi malati ogni 10mila abitanti), Ravenna (28) e Rimini (36), mentre Cesena risulta in netto aumento. Attualmente il Cesenate è l'area territoriale che restituisce i dati peggiori per quanto riguarda i contagi: ci sono stati 43 nuovi casi ogni 10mila abitanti e i tamponi positivi sono al 13,.3% del totale contro la media Ausl di 11,11%. La percentuale di asintomatici media romagnola è sul 40 per cento. La performance dei tempi di refertazione dei tamponi entro le 48 ore si attesta sull'89 per cento, sostanzialmente in linea con la settimana scorsa.

"Sebbene nel periodo di riferimento si registrino lievi cali della maggior parte degli indicatori, possiamo affermare che nelle ultime settimane i dati continuano a mantenere un andamento a dente di sega - commenta il direttore sanitario dell'Ausl Romagna Mattia Altini -, e conseguentemente, nonostante l'inizio delle vaccinazioni, resta indispensabile mantenere altissima la guardia e rispettare le linee guida relative alle pratiche per cercare di limitare il rischio di contagio. Ormai l'abbiamo detto tante volte: i dati dei ricoveri devono calare, altrimenti rischiamo di mettere a repentaglio l'attività anti covid. E non dobbiamo neppure sottovalutare il rischio di nuovi picchi che, sebbene in Romagna la situazione sia leggermente migliore che altrove, metterebbero a dura prova la tenuta dei servizi, in particolare quelli ospedalieri. Veniamo da quasi 11 mesi di sforzi sovrumani da parte del personale, che ringraziamo una volta di più, e di conseguenza, proprio perchè col vaccino si inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel, tutti dobbiamo essere pronti a qualche sacrificio, se servirà, per uscirne il prima possibile e intanto limitare i danni".

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