I numeri di "Fu Me Festival", sfiorate le 600 presenze: "Una festa di tutti e per tutti"

"Questo era il senso del Festival quando l’ho immaginato: una festa di tutti e per tutti, che avesse al centro il teatro e l’arte"

Si è concluso domenica 2 agosto "FU ME festival", neonata manifestazione culturale organizzata dall’associazione Alchemico Tre con il sostegno del Comune di Cesena e realizzata nello storico parco di Villa Silvia Carducci a Cesena. La cultura è stata riportata al centro di questo affascinate angolo di natura, in ricordo di come avveniva nelle calde estati tra fine Ottocento e inizio Novecento quando ad abitarlo erano il poeta Giosuè Carducci, e ospiti del calibro di Alessandro Bonci.

Si chiude così una manifestazione fortunata che, alla sua prima edizione, si è segnalata per il grande valore artistico dei lavori teatrali presentati e per l’elevato numero di spettatori, con un coinvolgimento complessivo che sfiora le 600 presenze.  Nato dalla determinazione del suo direttore artistico Michele di Giacomo e dal lavoro di Alex Monogawa, Neera Pieri e  Valentina Montali, il festival FU ME è stato realizzato grazie alla collaborazione di un nutrito gruppo di volontari, dei numerosi e appassionati soci delle associazioni locali coinvolte, e delle altre realtà che hanno deciso di credere nel progetto, che hanno reso possibili questi tre intensi giorni di festival. 

Le parole del direttore artistico Michele Di Giacomo: “FU ME è finito e ancora le sue vibrazioni sono presenti, tra ricordi, stanchezza, sorrisi, immagini e messaggi che il pubblico continua a scriverci ringraziandoci o condividendo con noi un pensiero. Questo era il senso del Festival quando l’ho immaginato: una festa di tutti e per tutti, che avesse al centro il teatro e l’arte. Un’occasione per ritrovarci dopo un anno duro, per creare assieme memorie, ricordi di bellezza e riflessioni, utili per tracciare dei futuri. E così è stato, più di quanto avessi immaginato. Molte sono state le presenze che hanno abitato il parco di Villa Silvia, molti i sorrisi, gli scambi, le chiacchiere, la voglia di esserci e partecipare o anche solo di rilassarsi e stare bene godendosi l’atmosfera del Festival. Queste energie hanno plasmato le tre serate. FU ME ha preso la forma delle persone che lo hanno abitato e degli artisti ospiti. Per me, uomo di teatro che vive e lavora per raccontare storie e unire le persone questo è un risultato importante, che acquista ancora più senso in questa estate dove molti artisti son rimasti senza lavoro. Noi abbiamo avuto il coraggio di nascere mettendo gli artisti al centro, facendoli dialogare con il pubblico che ha risposto numeroso e felice. Questa è per me la cosa più bella. Grazie quindi a chi c’è stato, anche solo per un’ora, agli artisti e alle associazioni ospiti, a chi ha lavorato dietro le quinte, agli sponsor e in particolare al Comune di Cesena che ha creduto in questa visione che fino a un mese fa poteva sembrare una follia. Ma le follie quando sono belle accadono".

"Il festival pensato durante la quarantena, quasi rincorrendo un sogno in un periodo in cui sembrava impossibile realizzare eventi culturali, ha visto la sua nascita nell’estate post Covid, e la sua prima edizione è stata realizzata in tempi record, non senza difficoltà e contro ogni previsione. È frutto quindi di tanto lavoro e determinazione, e forse di un pizzico di incoscienza e follia. Il pubblico è rimasto incantato dal monologo di Tindaro Granata, che con la sua sensibilità e profondità ha saputo affrontare con impegno ma anche leggerezza un tema come quello della mafia e dell’(il)legalità, al centro dell’ultima serata di FU ME. In egual modo nelle due serate precedenti dedicate alla Resistenza e alle Storie di Donne l’arte ha saputo sottrarre la pesantezza, non il peso, di queste tematiche, stimolando la riflessione e il confronto in un clima festoso, gioioso e appassionato".

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Valeria Perdonò, Giulia Viana, Maria Antonietta, Enrico Farnedi, Lodo Guenzi e Moder sono gli artisti che si sono susseguiti sul palco, e accolti calorosamente dal pubblico presente. Ricordiamo inoltre gli incontri iniziali delle tre serate che hanno visto ospiti Emma Petitti, Simona Ghizzoni, Centro per la Pace E. Balducci e il Coordinamento provinciale di Libera Contro le Mafie.

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