I giovani la difesero a spada tratta e il Ministro si arrese, la storia della biblioteca contesa

Nel 1968 erano già pronti a partire i camion dalla capitale per caricare tutti i libri e trasferirli in altro luogo

Forse non tutti sanno che a Cesena c'è una biblioteca che per molto tempo fu motivo di attrito tra la città e il Ministero della Pubblica Istruzione di Roma. Nel 1968, addirittura, erano già pronti a partire i camion dalla capitale per caricare tutti i libri e trasferirli in altro luogo, quando, grazie al sindaco Manuzzi - che aveva promesso le dimissioni - e a una folta schiera di giovani repubblicani piazzati davanti alla biblioteca, il ministro della Pubblica istruzione di allora desisté e i camion, all'ultimo momento, fecero marcia indietro.

A raccontare le affascinanti vicissitudini della Biblioteca Piana di Cesena, quella lasciata in eredità da Pio VII, papa Chiaramonti, saranno il dottor Africo Morellini, che nel 1968 era uno di quei giovanotti repubblicani, e don Giustino Farneti, allora frate all'abbazia del Monte, in un evento organizzato dagli Amici del Monte e previsto per questa sera alle 20 al Circolo Endas di Ponteabbadesse.

Abbiamo parlato del 1968 ma le origini della contesa risalgono a molti anni prima. La biblioteca Piana si chiama così perché venne donata nel 1821 da Pio VII alla famiglia Chiaramonti. Memore di ciò che accadde anni prima a Pio VI, papa Braschi, che donò la sua preziosissima biblioteca di codici antichi alla città ma col passaggio di Napoleone venne dispersa e parte portata a Parigi, Pio VII la volle destinare alla famiglia Chiaramonti con l'impegno che venisse trasferita all'Abbazia del Monte per educare i giovani cesenati. Infatti i gran parte dei libri ceduti da Pio VII erano preziose opere dell'epoca nel campo dell'educazione. E così fu. Solo che nel 1866, dopo l'unità d'Italia il governo fece come Napoleone, soppresse tutti gli enti religiosi e, per quanto riguardò Cesena, si prese la Biblioteca Piana. Nel 1927, dopo vari tira e molla e cause giudiziarie, la famiglia Chiaramonti tornò di nuovo proprietaria delle biblioteca e con i Patti Lateranensi i benedettini tornarono nuovamente a richiederla. Nel 1934 la Cassazione riconobbe in via definitiva la proprietà della biblioteca alla famiglia Chiaramonti che nel 1935 inizia la trattativa con lo Stato per venderla. L'acquisto viene formalizzato nel 1942 quando lo Stato sborsa ben 2 miliardi di vecchie lire per poter entrare in possesso del patrimonio librario lasciato da Pio VII. A questo punto la biblioteca viene spostata definitivamente davanti alla Malatestiana, nell'aula della Piana.

"Ma non è finita - spiega Africo Morellini - perché nel 1946 don Leandro Novelli, l'abate di allora del Monte, con una lettera al Ministero della Pubblica Istruzione chiede che la biblioteca torni al Monte, nel luogo indicato dallo stesso Pio VII. Ricomincia così una serie di batti e ribatti tra Stato e Benedettini. Alla fine, negli anni Sessanta, in pieno regime democristiano, il Ministero della Pubblica Istruzione avvia le pratiche per spostarla al Monti, ma il trasferimento non si concretizza subito. Sarà il ministro Scaglia che, nel novembre del 1968, ordinerà al sindaco, a seguito di procedimenti legali, lo spostamento immediato, annunciando l'arrivo di camion da Roma. Ma a questo punto a ribellarsi è l'intera città di Cesena.

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Il Consiglio comunale con un solo voto contrario chiede che la biblioteca Piana resti lì dov'è, davanti alla Malatestiana, e il sindaco di allora, il repubblicano Manuzzi, annuncia le dimissioni nel caso avvenga lo spostamento. Si apre una crisi importante. Il 26 novembre, il giorno in cui erano attesi i camion, davanti alla biblioteca si radunò moltissima gente. Lo ricordo bene perché c'ero anch'io - commenta Morellini - eravamo tutti intenzionati a non far passare i camion. Ma il ministro, per evitare la crisi in un momento caldo come il '68, fece marcia indietro e la questione si chiuse lì. E devo dire per fortuna si è chiusa così - conclude Morellini - perché se fosse stata trasferita su al Monte, ora che non ci sono quasi più frati sarebbe veramente abbandonata. Sarebbe un disastro. Gli stessi frati non pensano nemmeno più a chiedere un eventuale trasferimento. In ultimo bisogna ricordarsi sempre, ora più che mai visto che Cesena si candida a diventare capitale del libro, che oltre alla Malatestiana c'è anche la splendida biblioteca Piana e che insieme formano un complesso formidabile di libri".

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