I donatori di sangue più forti del Covid, numeri in crescita per Avis

E’ quanto emerso dalla sessantunesima assemblea dell’associazione, riunitasi nei giorni scorsi per approvare il bilancio economico consuntivo

Numeri in crescita e sfide importanti per l’Avis Comunale di Cesena. E’ quanto emerso dalla sessantunesima assemblea dell’associazione, riunitasi nei giorni scorsi per approvare il bilancio economico consuntivo. L’appuntamento, già di per sé importante, ha assunto un significato particolare per il fatto di essere il primo momento di incontro in presenza dell’associazione dopo molti mesi e ha visto la partecipazione, accanto ai responsabili di Avis Cesena, del vicepresidente regionale Vincenzo Angeli, dell’assessora ai Servizi Sociali del Comune Carmelina Labruzzo e del dottor Rino Biguzzi, direttore del servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale di Forlì Cesena e dell’Officina Trasfusionale di Pievesestina.

Slittata di sei mesi a causa del Covid (inizialmente era convocato per il 1 marzo)  l’assemblea ha fornito l’occasione non solo per illustrare i dati  2019 della gestione economica, dell’attività sanitaria, dell’impegno associativo, ma anche per cominciare a fare il punto sull’andamento di questo anomalo 2020.

“L’Avis di Cesena è riuscita a reggere all’urto del Covid – ha sottolineato nella sua relazione il presidente Fausto Aguzzoni – contribuendo a garantire l’autosufficienza romagnola, che è stata mantenuta anche in questo periodo nonostante le difficoltà di alcune realtà, come Rimini. E siamo riusciti a raggiungere questo risultato grazie alla disponibilità dei donatori, che hanno continuato a rispondere alle chiamate anche durante i mesi del lockdown. E’ proseguito così l’impegno che, nel 2019 ci ha portato a raggiungere gli obiettivi indicati dall’Ausl Romagna, raccogliendo oltre 14mila  sacche nell’intero comprensorio”.

I dati relativi alla raccolta sono stati illustrati nel dettaglio dalla dottoressa Paola Pieri, direttrice sanitaria di Avis Cesena. Complessivamente, nel 2019 a Cesena sono state raccolte 7.610 sacche (pari a 53,18% della raccolta comprensoriale), con un incremento di 439 unità rispetto all’anno precedente. Di queste, 5.827  (+156 rispetto al 2018) sono state di sangue intero, 1.756 di plasma (+269) e 27 di piastrine (+14).

In crescita anche il numero dei donatori che al 1 dicembre 2019 erano 4139, di cui 2708 maschi e 1431 femmine, con un aumento di 217 unità rispetto al 2018. Ma, in realtà, i nuovi donatori sono stati 544 (304 maschi. 240 femmine), di cui 15 di nazionalità straniera.

E se, nella platea complessiva dei donatori la fascia di età più rappresentativa è quella compresa fra i 46 e i 55 anni (sono 1147, pari al 27,7% del totale), fra i nuovi donatori ben il 38% (pari a 207 unità) si colloca nella fascia di età più giovane, fra i 18 e i 25 anni.

 “Questo ci fa sperare per il futuro – commenta il presidente Aguzzoni -, perché è indispensabile preparare la strada per il ricambio generazionale. Per questo, ogni anno,  uno dei progetti a cui dedichiamo maggiore attenzione è quello rivolto alle scuole, per sensibilizzare gli studenti, e i risultati sono incoraggianti: nell’ultima edizione ben 154 ragazzi hanno aderito alla proposta di Avis e hanno fatto almeno una donazione. Purtroppo, nell’anno scolastico 2019/2020 non è stato possibile completare il progetto e coinvolgere nuovi ragazzi; ci auguriamo di poter riprendere il discorso nel nuovo anno scolastico”. 

Nonostante l’emergenza Covid, nel 2020 l’Avis comunale di Cesena sta portando avanti alcuni nuovi e significativi impegni.  Da dicembre 2019 Avis Cesena gestisce direttamente, attraverso personale proprio, tutto il sistema di raccolta del sangue e degli emoderivati (in precedenza se ne occupava l’Ausl). Questo cambiamento è una conseguenza del rinnovo della convenzione con l’Ausl Romagna, e ha portato all’istituzione dell’Unità di Raccolta Avis Cesena, avallata anche dal superamento della visita di accreditamento regionale a metà dicembre. “Per Avis Cesena – ha rimarcato il presidente Aguzzoni - si tratta di una forte assunzione di responsabilità in questa attività, a partire dalla gestione dei punti prelievo dell’ospedale Bufalini, Calisese, Savignano, Cesenatico, Mercato Saraceno S. Piero in Bagno e Alfero. Ci siamo messi in gioco convinti che, in un rapporto di ampia collaborazione e sussidiarietà fra pubblico e privato sociale, il sistema trasfusionale del nostro territorio”.

Intanto, a Case Missiroli sono ripresi i lavori per la costruzione della nuova sede Avis, dopo lo stop imposto dalla Soprintendenza regionale per il ritrovamento di reperti archeologici nell’area. La struttura accoglierà sia i servizi sanitari, sia le attività associative, diventando una vera e propria ‘Casa del donatore’ e l’obiettivo è di aprirla ufficialmente nei primi mesi del 2021.

Alla realizzazione di questo progetto è stato deciso di destinare l’utile di esercizio 2019, così come era già stato fatto negli anni precedenti. Ma l’impegno economico è ingente, e per questo l’associazione si prepara a lanciare, nei prossimi mesi, una sottoscrizione rivolta non solo ai soci, ma all’intera città. 

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L’assemblea si è conclusa con la consegna dei riconoscimenti ai 92 donatori che nel corso del 2019 hanno raggiunto un traguardo importante: 48 hanno celebrato le 50 donazioni, 22 sono arrivati a quota 75, mentre 26 hanno raggiunto le 100 donazioni; infine sono stati festeggiati  sei donatori che hanno concluso la loro ‘carriera’ superando  le 120 donazioni.

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